Deirdre Marie Capone ha 72 anni e un cognome ingombrante. La pronipote del boss della mafia Al "Scarface" Capone, passato alla storia per la sua ferocia e la sua crudeltà, oltre che per essere stato per anni a capo di un impero del crimine negli Stati Uniti, ha appena consegnato alle stampe un suo libro-verità sulla figura dello zione, descritto non come un "mostro", ma piuttosto come un uomo generoso e legato alla famiglia.
Già, sul fatto che Al Capone fosse legato alla famiglia francamente non ci sono mai stati dubbi (soprattutto alla sua), ma nel suo libro Deirdre Capone racconta parte dell'infanzia al fianco dello zio e lo descrive in modo persino "bucolico", mentre portava il nugolo di nipotini in gita in bicicletta o gli raccontava le favole suonando il mandolino.
"Al Capone era un mafioso? Sì, lo era. Era anche un mostro? No, non lo era", ha raccontato Deirdre Capone in esclusiva all'Huffington Post. "Era un uomo dei suoi tempi. Forniva un servizio e non riusciva a capire perché molti gli dessero la caccia per questo", ha detto l'ultima rappresentante ancora in vita della famiglia Capone, ai margini della presentazione del suo libro: Uncle Al Capone, presso il museo dei gangster americani a New York.
Prostituzione, traffico di alcol e gioco d'azzardo. Sono questi i "servizi" forniti da Scarface durante la sua lunga carriera da boss indiscusso della mafia americana. Ma la "nipotina" sostiene che tutte e tre le cose "da qualche parte nel mondo sono legalizzate".
E se qualcuno le fa notare che il suo zione è stato il mandante del massacro di San Valentino nel 1929, quando dei killer uccisero sette uomini appartenenti al clan del rivale di Capone, George "Bugs" Moran, in un garage alla periferia di Chicago, Deirdre Capone va su tutte le furie e ribatte: "Nessun membro della famiglia Capone ha preso parte al massacro del giorno di San Valentino".
E poi aggiunge che se suo zio avesse voluto "prendere Bugs Moran" lo avrebbe fatto direttamente, senza fare altre vittime. Per la cronaca, Moran non era in quel garage coi suoi uomini al momento dell'arrivo dei killer.
Ma la nipotina del boss si spinge oltre e annuncia che, adesso che il libro ormai è stato pubblicato, il suo sogno prima di morire è creare "una fondazione a nome della famiglia per combattere la corruzione nel governo".
"La mia famiglia - dice Deirdre Capone - non sarebbe mai stata nel business (quello della mafia ndr) se non avesse avuto l'aiuto di politici e poliziotti corrotti, praticamente quello che accade oggi con i cartelli della droga".
Insomma, se stiamo al Deirdre-pensiero, parafrasando la celebre frase di Robert De Niro che interpreta Al Capone nel film Gli Intoccabili, la fiera nipotina ci sta dicendo: "Voi non avete ragione su niente, siete solo chiacchiere e distintivo".
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