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Anders Breivik e la nuova generazione degli Internet-killer

Il killer di Oslo, che a luglio del 2011 ha ucciso 77 persone, durante il processo ha dichiarato che il 70% della sua cultura deriva dal web e da Wikipedia. Sono tanti i killer in erba che si "formano" su Internet, e i criminologi stanno tracciando nuovi profili per riuscire a catturarli prima che uccidano

Anders Breivik e la nuova generazione degli Internet-killer Anders Breivik e la nuova generazione degli Internet-killer
Durante il processo a Oslo, il killer della strage di Utoya, Anders Behring Breivik, ha dichiarato che la maggior parte della sua cultura viene da Wikipedia.
di Anna Mazzone
Anders Behring Breivik

Un estremista cresciuto a pane e videogiochi. Questo il profilo di Anders Behring Breivik , l'autore del massacro sull'isola di Utoya e delle bombe a Oslo del luglio 2011 e per il quale lunedì si è aperto il processo in Norvegia. I racconti di Breivik ruotano tutti attorno a Internet, fonte di "ispirazione" della mattanza. E i criminologi  hanno già cominciato ad aggiornare i loro manuali, per disegnare i ritratti di una nuova generazione di killer, quelli del web.

Anders Behring Breivik è un somaro da competizione. Molla la scuola e a 25 anni si mette a vendere diplomi falsi online. Ma ha un'idea "particolare" della cultura e davanti ai giudici del Tribunale di Oslo si definisce un "autodidatta". Il killer dell'isola di Utoya ha raccontato di essersi sottoposo a circa "15mila ore di studio", per il 70% su Internet, e ha ammesso che i Cavalieri Templari e il gruppo patriottico di resistenza pan-europea sono in realtà "pochissimi individui " incontrati su dei forum online.

Breivik un prodotto (o sottoprodotto) di Internet, come ipotizza il Global Post ? Si era capito dai nomi e dagli aggettivi utilizzati, che quello di Breivik è un cervello orientato a mezzo web. Chiunque giochi abitualmente online su siti come World of Warcraft (10 milioni di accessi quotidiani in tutto il mondo) e Call of Duty (il videogame prediletto dalle truppe Usa di stanza in Afghanistan, per addestrarsi prima dei combattimenti), si è reso conto che i termini utilizzati da Breivik per descrivere i capisaldi della sua ideologia estremista e xenofoba sono presi dal web. Sono, insomma, pura fiction, laddove l'unica cosa drammaticamente reale è il sangue che è stato versato.

77 persone sono rimaste uccise dalla "fiction" di Breivik e dalla sua visione della realtà, che, appunto, è molto più simile a quella di un videogioco che non alla concreta solidità dei fatti e delle idee. Immaginate questo giovanottone biondo, che nel 2006 torna a vivere a casa con la mamma e passa notti e giorni al computer. Non legge libri, ma partecipa a forum di discussione con persone che sono simili a lui. Ha un avatar (un personaggio virtuale) che si chiama Justicar Andersnordic, e quando in aula viene mostrata su un grande schermo la sua immagine, Breivik si commuove e sorride come un bambino.

Alla domanda del giudice su quale sia stata la sua maggiore fonte di informazione per creare la propria visione del mondo, il ragazzotto ariano risponde candidamente "Wikipedia ". Altro che il Mein Kampf di Adolf Hitler. Breivik probabilmente non ricorda nemmeno la sensazione di un libro tra le mani, ma col joystick se la cava alla grande. Di fronte a un'attonita giuria ha detto di amare in particolar modo il videogioco Modern Warfare 2, per i suoi "attacchi ai treni e ai civili indifesi".

"Lo vedo (Modern Warfare 2) più come parte del mio allenamento-simulazione quotidiano che come un gioco", ha detto Breivik in aula, e sul suo manifesto di 1.500 pagine pubblicato online specifica: “Ho imparato ad amare questo gioco nel tempo e soprattutto la parte in cui si gioca in squadra è favolosa, praticamente si possono simulare operazioni concrete e valutarne la riuscita".

Call of Duty
Un frame del videogioco "Call of Duty", utilizzato anche dai Marines americani per simulari gli attacchi in Afghanistan.

I magistrati norvegesi hanno dichiarato che Breivik ha perso il contatto con la realtà dopo aver passato online così tante ore. Ma, piuttosto, Anders Breivik sembra essersi costruito una realtà tutta sua, un mondo parallelo con il quale è così costantemente in contatto da essersi armato fino ai denti il 22 luglio scorso e avere compiuto una strage. Reale.

Psichiatri e criminologi sono già al lavoro per stilare i profili di una nuova generazione di killer e serial killer: quella cresciuta sul web e che dal web trae linfa e forza. Una massa di assassini "trasversali", che presentano caratteristiche comuni in tutto il mondo. E se si scorre la lista dei crimini più odiosi degli ultimi anni, l'elemento Internet spicca in molti dei più efferati omicidi premeditati, compiuti o sventati all'ultimo momento.

LA LISTA DEI PIU' RECENTI OMICIDI PUBBLICIZZATI SUL WEB

13 settembre 2006. In Canada, un uomo di 25 anni apre il fuoco in un college di Montreal, uccidendo una donna e ferendo 19 persone e poi si toglie la vita. Prima di cominciare a sparare aveva postato sul suo blog che voleva "trasformare il mondo in un cimitero" e "morire sotto una pioggia di proiettili".

Sempre in Canada, pochi giorni dopo la sparatoria al Dawson junior College, un ragazzo di 15 anni viene arrestato subito dopo aver postato un messaggio sul sito www.vampirefreaks.com, in cui minacciava di una nuova sparatoria e varie scuole superiori di Montreal.

20 novembre 2006. In Germania un diciottenne ossessionato dalle armi muore dopo aver ferito 37 persone della sua vecchia scuola facendo esplodere l'esplosivo che portava addosso. Aveva annunciato il suo gesto su Internet qualche giorno prima.

23 maggio 2007. In Australia la polizia arresta due sedicenni che stavano pianificando un attentato stile massacro alla Columbine. I due avevano tirato giù una lista di insegnanti e studenti da uccidere e avevamo discusso i loro piani su una chat-line.

7 novembre 2007. In Finlandia un teenager uccide 8 persone in una cuola di Tuusula, prima di togliersi la vita con la stessa arma. In un messaggio internet, postato poche ore prima della strage su YouTube, aveva detto che le sue ragioni "andavano ben oltre il solito massacro in una scuola".

28 aprile 2008. In Francia un quindicenne viene arrestato a Meyzieu per aver gravemente ferito tre studenti. Gli investigatori dichiarano che l'adolescente "aveva pianificato un massacro su Internet", mettendo nel mirino 7 o 8 vittime, e che era stato "ispirato dalle stragi americane".

8 giugno 2008. In Giappone un uomo viene arrestato per avere accoltellato e ucciso 7 persone nel distretto elettronico di Akihabara a Tokyo, dopo aver postato un messaggio sul web in cui dava i dettagli del suo piano omicida.

19 marzo 2012. A Tolosa il 24enne Mohammed Merah uccide 4 persone nella scuola ebraica Ozar Hatorah, riprendendo la strage con una telecamera appesa al collo e pronto a diffondere le immagini online tramite YouTube. Il killer viene ucciso dalle teste di cuoio francesi prima di poter "pubblicizzare" la sua mattanza. Si lancia dalla finestra e gli sparano alla testa . In molti si sono chiesti perché dopo un così lungo assedio il ragazzo si sia lanciato dalla finestra. Il tipico atteggiamento, a pensarci bene, di un guerriero virtuale.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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