1. Una nuova era in Myanmar. Aung San Suu Kyi parla ai suoi sostenitori in festa all'indomani delle elezioni suppletive e dichiara che per il Myanmar è "l'inizio di una nuova era". Il Premio Nobel per la Pace è stata eletta per la prima volta in Parlamento con l'82% delle preferenze, mentre la Lega nazionale per la democrazia, il partito da lei guidato, ha annunciato di aver conquistato 43 dei 45 seggi in palio.
2. Obama nel mirino di Breivik. Anders Breivik, il pluriomicida di Oslo che lo scorso luglio ha ucciso 77 persone, ha confessato alla polizia che aveva progettato di colpire anche il Presidente americano Barack Obama, durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace del 2009. Stando a quanto riportato dal quotidiano Dagbladet, citato oggi dall'Independent, il piano di Breivik prevedeva di far esplodere un'autobomba nella piazza vicino all'Oslo City Hall, dove Obama ritirò il Premio.
3. Usa 2012: Obama stacca Romney. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sarebbe in vantaggio di nove punti percentuali in dodici tra i principali Stati del paese sul suo probabile sfidante repubblicano Mitt Romney per le elezioni presidenziali di novembre. E' quanto emerge da un sondaggio Gallup realizzato per Usa Today. Obama sarebbe accreditato del 51% delle preferenze, contro il 42% di Romney. Solo un mese fa, la distanza tra i due era soltanto di due punti percentuali.
4. Sulla Siria Ankara è con Annan. I Paesi amici della Siria riunitisi a Istanbul sostengono il piano di pace presentato dall'inviato dell'Onu Kofi Annan e chiedono che sia fissata una scadenza per la sua applicazione da parte di Damasco. Lo hanno reso noto fonti governative turche, che hanno anche dichiarato che Ankara riconosce il Consiglio Nazionale Siriano (Cns) come "rappresentante legittimo".
5.I marò verrano processati in India. "La nostra posizione è chiara: i due militari italiani hanno commesso un crimine che rientra nella giurisdizione indiana, e dovranno affrontare un processo". Così il governatore dello stato indiano di Kerala, Oommen Chandy, ha respinto l'ipotesi di un rimpatrio dei due marò italiani. Chandy, come riporta il quotidiano Hindustan Times, ha sottolineato come la magistratura indiana sia "equa e indipendente" e come il governo centrale di Nuova Delhi stia appoggiando le autorità del Kerala.
6. Tempi lunghi per la liberazione di Bosusco. I maoisti che hanno sequestrato Paolo Bosusco premono per nuove concessioni. Non è stato accolto l'appello dei mediatori del governo per un rilascio immediato "per motivi umanitari" del secondo italiano rapito nell'Orissa, dopo che Claudio Colangelo era stato liberato la settimana scorsa.
7. Pyongyang serra le fila. Il governo nordcoreano terrà a breve un meeting-chiave prima del lancio dei missili, previsto tra il 12 e il 16 aprile. La riunione al vertice, che potrebbe tenersi l'11 aprile, consoliderà il trasferimento dei poteri al leader Kim Jong-un, che verrà "promosso" alle stesse posizioni militari già detenute dal defunto "Caro leader".
8. Mali: i Tuareg entrano a Timbuktu. Cade anche l'ultima roccaforte del governo maliano. I ribelli tuareg del Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azawad (Mnla) sono entrati a Timbuktu, ultima città nel nord del Paese ancora sotto il controllo di Bamako, dove intanto i militari continuano a detenere il potere dopo un colpo di Stato.
9. Disastro aereo in Siberia. Un ATR-72 con a bordo 43 persone si è schiantato in Siberia facendo 29 morti. Partito dall'aeroporto di Roschino, era diretto a Surgut. I 14 sopravvissuti sono stati trasferiti all'ospedale più vicino dal personale di soccorso. Sono loro che hanno fornito le prime testimonianze sull'incidente.
10. Barghouti in isolamento. Il leader palestinese Marwan Barghouti è stato posto in isolamento per una settimana nella sua prigione in Israele, dopo avere lanciato alcuni appelli politici: lo ha confermato un portavoce dell'amministrazione penitenziaria.
Il deputato Pd minaccia i 5 Stelle: Se continuano con le illazioni li querelo
Così il governo vuole allentare i vincoli della riforma Fornero
Tutti i big negano di essere coinvolti nel programma di monitoraggio USA. Ma per Snowden mentono: “Sapevano tutto”
Dure le reazioni della comunità scientifica all'annuncio shock del chirurgo che sostiene di poter trapiantare testa e cervello
X