Primo settembre 2004. Beslan, Ossezia settentrionale. È il primo giorno di scuola, ma tutti lo ricorderanno come il giorno della strage dei bambini di Beslan . Un gruppo di 32 fondamentalisti islamici e separatisti ceceni prendono in ostaggio circa 1.300 persone della scuola Numero Uno. L'assedio dei terroristi dura tre lunghissimi giorni e si conclude nel peggiore dei modi: più di 300 morti, tra cui 186 bambini, e oltre 700 feriti, molti sono mutilati ed orfani.
L'Italia fu la prima ad inviare aiuti a Beslan. Medicinali e personale medico specializzato. La Protezione Civile ricostruì poi una scuola, inaugurata nel novembre 2006 alla presenza dell'ambasciatore a Mosca Vittorio Surdo. Anche l'Unicef subito si mobilitò per sostenere le madri e i bambini sopravvissuti .
Oggi, quattro anni dopo, sono le madri dei bambini di Beslan a piangere, a ricordare le raffiche di mitra, il pianto di terrore. Lo strazio delle madri di Beslan rivive attraverso le immagini dei bambini dilaniati, feriti e portati di corsa fuori dalla palestra della scuola diventata, in quei tre giorni, una prigione.
Il martirio degli innocenti inizia alle 9.30 quando a bordo di due camion 32 persone con il volto coperto, armate e dotate di cinture esplosive, prendono d'assalto la scuola: iniziano a sparare in aria e costringono i circa 1300 presenti a radunarsi nella palestra, in uno spazio di appena 25 metri per 10. I separatisti uccidono subito 22 maschi adulti, gettando alcuni corpi all'esterno in segno di dimostrazione. Le forze di sicurezza russe accerchiano la scuola, mentre all'interno i sequestratori minano la palestra e l'edificio con congegni esplosivi.
Il governo russo non vuole usare la forza, e inizia una trattativa che dura oltre due giorni: il mediatore, il pediatra Leonid Roshal , è lo stesso che ha aiutato le trattative per il rilascio dei bambini durante la crisi del teatro Dubrovka a Mosca nel 2002. Si verifica un'esplosione, forse accidentale, che uccide due sequestratori e alcuni ostaggi. Il 2 settembre, le trattative non portano nessuno risultato, e le condizioni degli ostaggi preoccupano sempre più, soprattutto quelle dei bambini, ammassati in un caldo asfissiante, senza cibo, medicinali e acqua: molti sono costretti a bere urina. Nel pomeriggio vengono rilasciate 11 donne con i rispettivi 11 figli.
Il terzo giorno viene permesso a quattro medici di entrare ma quando questi si avvicinano alla scuola i terroristi aprono il fuoco e avvengono due forti esplosioni: parte del muro della palestra crolla. Scatta l'assalto delle forze russe, che in meno di due ore hanno il controllo dell'edificio: 31 dei 32 sequestratori vengono uccisi e un altro viene catturato.
Ma il fuoco divampa nella palestra e i soccorsi sono lenti: molti rimangono sotto shock e molti feriti muoiono in ospedale.
Quanto ai responsabili dell'eccidio, Mosca ha attribuito l'attacco al ceceno Shamil Basaiev, uno dei leader della guerriglia cecena anti-russa, che il 17 settembre rivendica la responsabilità dell'attacco alla scuola, mentre fonti russe denunciano connessioni dei sequestratori con Al Qaeda. Lo stesso Basayev, morto poi nel 2006, afferma che l'obiettivo dell'attacco alla scuola è stato non solo l'indipendenza della Cecenia, ma anche la costituzione di un emirato islamico nel Nord del Caucaso.
La gestione della crisi da parte dell'amministrazione Putin è stata oggetto di molte critiche, soprattutto da parte dei parenti delle vittime. I lavori della commissione d'inchiesta parlamentare Torshin sono terminati nel dicembre del 2006 con queste conclusioni: ci sono state delle responsabilità e delle mancanze soltanto da parte delle autorità locali. Nel 2007, due membri della commissione definiscono la verità ufficiale "una farsa copertura costruita dal Cremlino".
Confronta 18 assicurazioni e risparmia!
Confronta le offerte delle migliori banche!
Confronta le migliori finanziarie e risparmia
Dalla Baia dei Porci alla Rivoluzione Iraniana, passando dal tentativo di far spiare i sovietici da gatti addestrati e uccidere Castro con un sigaro esplosivo
Come previsto è stata sospesa la rata di giugno dell’Imu sulla prima casa e si è proceduto al rifinaziamento della Cig in deroga
Google vuole offrirci un’esperienza personalizzata. Ma la privacy è a rischio
Uno studio smentisce quello che la ricerca suggeriva da tempo: se non si hanno carenze non vale la pena prenderla in pastiglie
![]() |
X