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Egitto. La tela di Morsi scombina i piani degli ayatollah

Dopo avere sorpreso tutti bombardando i ribelli del Sinai ed esautorando i vertici militari, il presidente egiziano gioca ora un’abile partita diplomatica. Prima il viaggio d’affari in Cina, poi in Iran ha alzato la voce contro il regime siriano. Il 13 verrà in Italia e quindi tornerà negli Stati Uniti, dove ha vissuto prima dell’avventura politica coi Fratelli musulmani

Egitto. La tela di Morsi scombina i piani degli ayatollah Egitto. La tela di Morsi scombina i piani degli ayatollah
di Redazione

Mohamed Morsi sarà in Italia il 13 e 14 settembre, su invito del presidente Giorgio Napolitano. Poi, il 23 settembre, volerà negli Stati Uniti per l’assemblea generale dell’Onu. Forse andrà pure al Fondo monetario internazionale, a cui ha chiesto quasi 4 miliardi di euro. Il giorno prima di silurare i vertici dell’esercito, il 12 agosto, Morsi ha accolto al Cairo l’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al-Thani. E dopo l’incontro il Qatar ha versato 1,6 miliardi di euro alla banca centrale egiziana.

È stato il primo presidente egiziano a visitare l’Iran dal 1979. Eppure, non ha risparmiato dure critiche all’alleato storico degli ayatollah, la Siria. "È un regime oppressivo che ha perso ogni legittimazione" ha detto Morsi.

Durante la diretta del discorso di Morsi a Teheran, l’emittente iraniana Irib ha manipolato la traduzione. Nella frase "i popoli di Palestina e Siria combattono per la giustizia e la libertà" il traduttore ha detto "Palestina e Bahrein".

La prima visita del neopresidente all’estero è stata in Arabia Saudita, a inizio luglio. Pochi giorni prima, l’ambasciatore saudita in Egitto aveva annunciato investimenti per 340 milioni di euro e un credito di 600 milioni di euro per permettere al Cairo di acquistare prodotti petroliferi.

Il primo viaggio di Morsi fuori dal Medio Oriente è stato a Pechino, il 28 agosto. "È una scelta che dice quanta importanza lei dà ai nostri rapporti" gli ha detto il presidente cinese Hu Jintao. Il quale l’ha ringraziato con la firma di 14 accordi bilaterali, la promessa di investimenti per 2 miliardi e mezzo di euro e il dono di 300 auto per la polizia.

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