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I Bric rischiano di perdere la i di India

Mentre i politici scelgono il presidente, l’economia frena pericolosamente: per corruzione, burocrazia, mancate riforme. E le multinazionali scappano

I Bric rischiano di perdere la i di India I Bric rischiano di perdere la i di India
di Franca Roiatti

L’allarme è arrivato da un rapporto dell’agenzia di rating Standard & Poor’s intitolato L’India sarà il primo angelo caduto dei Bric? La definizione etichetta aziende o stati che perdono affidabilità nel credito, e infatti la terza delle potenze economiche emergenti che compongono l’acronimo Bric (Brasile, Russia, India e Cina) rischia. Un’altra agenzia di rating, Fitch, ha appena abbassato il voto di New Delhi da stabile a negativo. Mentre il pil ha smesso di volare a quote da miracolo, planando a poco più del 5 per cento: troppo poco per un paese che ha ancora oltre 350 milioni di poveri. Il premier Manmohan Singh imputa le difficoltà indiane alla tempesta dell’eurozona: l’India vende quasi un quarto dei suoi prodotti in Europa e, a maggio, l’export è crollato del 4 per cento. "Speriamo vengano prese presto misure per risolvere la crisi" ha detto.

In realtà le colpe sono da ricercarsi anche entro i confini dell’India, che vive giorni politicamente convulsi per l’elezione del nuovo presidente. L’inflazione è sopra il 7 per cento e il governo non può attuare politiche di spesa come la Cina: "Troppi interessi riducono l’efficacia delle riforme e impediscono di approvarne altre, come la legge che elimina privilegi nella tassazione sulle imprese" spiega a Panorama Ehtisham Ahmad, ricercatore all’Università di Bonn. Si aggiungono corruzione, burocrazia mastodontica e incertezza delle regole. Secondo la banca Nomura, nel 2011 le multinazionali hanno ritirato investimenti per 10,7 miliardi di dollari. Se n’è andato il gigante tedesco Fraport, stufo di aspettare la privatizzazione degli aeroporti. Ma il nervosismo cresce anche fra i big indiani, come Tata e Airtel, stanchi di politiche confuse e mancati piani sulle infrastrutture. «Nessun partito sembra avere capacità o volontà per prendere le decisioni necessarie» conclude Ahmad.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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