"Piena e indiscutibile solidarietà con i nostri fratelli destinatari della prima alleanza". La frase che molti aspettavano dal Papa. Quella che spegne un focolaio di tensione intorno alla Chiesa e al suo rapporto con l'ebraismo, arriva al termine dell'udienza vaticana. Il giorno dopo il 27 gennaio dedicato alla memoria delle vittime dell'Olocausto nazista, con il montare delle polemiche sulla riabilitazione degli scismatici lefebvriani, incluso il negazionista Williamson, Benedetto XVI decide di mettere le cose in chiaro: "auspico che la memoria della Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo'', ha detto Ratzinger, ''La shoah - ha proseguito - sia monito contro l'oblio, la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti''.
E ai rapporti con i lefebvriani il Papa ha dedicato il secondo di tre brevi messaggi fuori programma letti alla fine dell'udienza, il primo dedicato all'elezione del patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill , il terzo alla memoria dell'Olocausto.
Ricordando la parabola della pesca miracolosa, riferita alla costante ricerca di unità della Chiesa, il Pontefice ha detto di aver concesso ''la remissione della scomunica in cui erano incorsi i quattro vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre senza mandato pontificio'', ''proprio in adempimento di questo servizio all'unità''. Ma poi ha aggiunto una frase che è un monito chiaro agli ex scismatici: "Auspico che a questo mio gesto faccia seguito il sollecito impegno da parte loro di compiere gli ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dell'autorità del Papa e del Concilio Vaticano II''. Il richiamo al Concilio rivolto a chiudere anche le polemiche sulla strada intrapresa dal suo pontificato, secondo alcuni commentatori segnato da molte revisioni di quanto stabilito dalla Chiesa negli anni '60.
Le parole del Pontefice sono arrivate poco dopo la decisione del rabbinato di Israele riportata dal Jerusalem Post sulla sospensione dei rapporti con la Santa Sede nel caso in cui non ci fosse stata una presa di distanza esplicita dalle opinioni di Williamson. Poco dopo l'udienza vaticana, il direttore generale del rabbinato Oded Wiener intervistato dall'Ansa esprimeva la propria soddisfazione per la dichiarazione del Papa e ha parlato di "Grande passo avanti" in vista della riunione della Commissione inter-religiosa presieduta dal cardinale Walter Kasper. Intanto la diocesi di Ratisbona ha messo al bando il vescovo lefebvriano britannico Richard Williamson, che da oggi non potrà più frequentare i luoghi di preghiera della Chiesa cattolica della città bavarese.
La decisione, confermata dalla stessa diocesi, è stata presa dal vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller, e vale anche per gli altri tre vescovi ultra-conservatori ai quali il Papa ha revocato la scomunica la settimana scorsa.
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