Barack Obama ha ordinato di velocizzare e intensificare l'onda di ciber-attacchi contro l'Iran. Se l'ipotesi di un intervento militare nel Paese degli Ayatollah per ora è stata accantonata, in vista delle presidenziali di novembre, sul fronte della "guerra virtuale" la Casa Bianca va avanti sulla strada intrapresa da George W. Bush.
In un articolo che verrà pubblicato sulla rivista Crown martedì prossimo e che è stato anticipato dal New York Times, si ripercorre tutta la lunga strada fatta dagli Stati Uniti nell'ambito della guerra virtuale contro quei Paesi che rappresentano una minaccia per la loro sicurezza nazionale.
Sin dall'inizio del suo mandato nel 2008, Barack Obama ha segretamente ordinato l'utilizzo di sofisticati attacchi informatici ai sistemi che controllano i centri nucleari iraniani.
Olympic Games, Giochi Olimpici, questo il nome in codice dato da George W. Bush al programma di attacchi informatici diretti contro Teheran. Era il 2006 quando l'Amministrazione Bush varò il piano di attacco, subito dopo la visita di alcuni reporter occidentali a centri nucleari iraniani, invitati direttamente da Mahmoud Ahmadinejad, che in quell'occasione dichiarò la grande ambizione di voler installare fino a 50.000 centrifughe. Per un Paese con un solo reattore nucleare - alimentato dalle forniture russe - un obiettivo del genere fece scattare l'allarme alla Casa Bianca.
Da allora gli attacchi informatici all'Iran da parte degli Stati Uniti si sono intensificati. Nel 2010 il worm Stuxnet accidentalmente si diffonde al di fuori dell'Iran, causando problemi ai sistemi di tutto il mondo e non solo alla centrale nucleare di Natanz. Dopo 18 mesi di indagini, si è scoperto che Stuxnet era un'arma virtuale, studiata da ricercatori americani e israeliani per disinnescare la minaccia atomica iraniana.
"I ciber-attacchi precedenti (a Stuxnet ndr) sono stati limitati a contagiare i computer", ha dichiarato Michael V. Hayden, ex capo della CIA, ma Stuxnet "è stato il primo attacco scatenato per operare una distruzione fisica" e non solo pe rallentare un computer o penetrarlo per rubare dati.
Adesso, un nuovo virus, chiamato Flame, ha messo sotto attacco i computer dei funzionari iraniani, spazzando via dai loro hard-disk una serie di informazioni sensibili. In molti hanno pensato allo zampino degli Usa, ma i codici sono almeno cinque anni più datati di quelli di Stuxnet e l'Amministrazione Obama fa sapere che Flame non c'entra nulla con i "Giochi Olimpici". Eppure, i sospetti restano, così come l'ordine del presidente Usa di premere l'acceleratore sulla cyber-war anti-iraniana.
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