Il sindaco di Antanarivo Andry Rajoelina
Lentamente, ma inesorabilmente, la terra sta smottando sotto ai piedi di Marc Ravalomanana, il presidente del Madagascar, messo alle corde da un ex-deejay di 34 anni convertitosi alla politica, che ha di fatto estromesso il legittimo governo e si sta conquistando le simpatie delle Forze Armate. Per l'ormai ex-uomo più popolare del Paese, un self-made man diventato in pochi anni l'uomo più ricco della Grande Ile, è probabilmente giunto il tempo di lasciare il testimone al suo giovane rivale, Andry Rajoelina. Che ha battuto il presidente proprio nel suo punto più forte: la comunicazione.
Dopo mesi di manifestazioni, appelli alla popolazione, scontri e morti (almeno 135), Rajoelina sente l'odore della vittoria. La tattica aggressiva del leader dell'opposizione sta portando i suoi frutti. Messo alle corde dalla verve del suo giovane rivale, senza più l'appoggio di parte dell'esercito e di una comunità internazionale che si limita a lanciare generici appelli alla riconciliazione o condanne di facciata , Ravalomanana si è trovato improvvisamente da solo. Senza neanche sapere bene perché. Fino a pochi mesi fa, il presidente era l'uomo più potente del Paese, titolare del gigante alimentare Tiko e forte della convincente vittoria ottenuta alle ultime elezioni. Ravalomanana, insomma, non è un dittatore. Ma ciò non è bastato a metterlo al riparo dalle critiche di Rajoelina, che ha mobilitato l'opinione pubblica accusando il presidente di tutti i problemi dell'isola: disoccupazione, povertà e svendita delle risorse naturali alle multinazionali straniere.
Non che Rajoelina abbia particolarmente a cuore le sorti della popolazione. Quella tra lui e il presidente è una lotta di potere tra due uomini capaci di affascinare l'elettorato. Con la sua campagna elettorale frizzante, gli appelli alla folla e il suo stile giovane, Rajoelina ha prima ottenuto il posto di sindaco di Antananarivo, per poi sfidare in campo aperto il presidente. Dal quale, paradossalmente, ha appreso le principali tecniche comunicative, tecniche che avevano permesso a Ravalomanana di uscire vincitore dalle ultime elezioni.
Ma il potere, si sa, rischia di isolare i governanti dalla popolazione. Rajoelina non ha fatto altro che sfruttare questo spazio, inserendosi come un cuneo e scardinando la poltrona su cui il presidente sembrava, fino a qualche settimana fa, inattaccabile. Ora, Rajoelina si può permettere di rifiutare l'ultima mossa di Ravalomanana, che ha proposto come disperata mossa finale un referendum per decidere chi dovrebbe essere il nuovo leader . Il politico con la faccia da bambino, il 34 enne soprannominato TGV per la sua irruenza, dal nome del treno francese superveloce, vuole l'intera posta. E dopo aver respinto le mediazioni internazionali, ha lanciato un appello alle forze di sicurezza perché arrestino il presidente e sanciscano così, in maniera definitiva, la sua personalissima vittoria.
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