In un Paese multietnico come la Francia, le minoranze sono ancora troppo poco rappresentate dai media locali. Questo è quanto emerge da recenti indagini dell' “Observatoire de la diversité dans les médias ”. E così in settimana Bernard Spitz, consigliere di Stato incaricato di vigilare sugli Stati generali della stampa transalpina, ha annunciato per venerdì 17 aprile l’istituzione di una commissione sui media e la diversità . A presiedere il gruppo sarà Yazid Sabeg, commissario per un istituto preposto a garantire in patria la parità di opportunità. Stando a quanto ha scritto la stampa francese, da qui a tre mesi la commissione dovrà rispondere al presidente Nicolas Sarkozy fornendo delle raccomandazioni precise per “rendere la diversità più visibile sui media”. Oltre a Bernard Spitz e Yazid Sabeg, il gruppo sarà composto da una ventina di persone, tra cui alcuni giornalisti come Dominique Gerbaud, caporedattore de La Croix, Slimane Zeghidour, di TV5 Monde, Jeanne-Emmanuelle Hutin, editorialista di Ouest-France o Nordine Nabili, di Bondy Blog. Stando a uno studio dell’organismo transalpino che si occupa di monitorare quanto le diverse etnie siano presenti sui media, alla fine del 2008 in televisione i “non-bianchi” erano ancora sottorappresentati. In proporzione (e come esempio palese) lo scorso anno solo il 14 per cento di nordafricani, asiatici, latini o neri sarebbero stati visibili sui canali televisivi.
La Grande Mela ritrova un quotidiano in spagnolo
Dal 20 aprile New York avrà un nuovo giornale pensato per la numerosa comunità ispanica. Il quotidiano, battezzato “N.Y. al Dia ”, è frutto di un’idea degli ex giornalisti di Hoy, il foglio chiuso lo scorso dicembre dall’editore Impremedia per via della crisi. Stando a quanto hanno fatto sapere dalla Grande Mela, il nuovo giornale sarà stampato in formato tabloid, costerà 40 centesimi e sarà distribuito in almeno 1800 edicole. L’iniziativa degli ex di Hoy vuole così contrastare la crisi che di recente ha decimato i “media etnici” negli Stati Uniti. Negli corsi mesi testate etniche come l’Asian Week, il San Francisco Bay View, Siglo21 o il cinese Ming Pao Daily per l’area newyorkese hanno dovuto ridurre le pubblicazioni da quotidiano a settimanale o passare a pubblicare solo online.
UK: Internet privacy a rischio
Il governo di Londra non fa abbastanza per tutelare la privacy dei suoi cittadini. Questo è quanto dice la Commissione europea. Stando a un comunicato reso noto in settimana, l’organismo europeo che ha sede a Bruxelles avrebbe quindi intenzione di aprire un procedimento legale contro l’esecutivo britannico, colpevole di non aver fatto abbastanza per tutelare chi si connette alla Rete. Tutto è nato un paio di mesi fa, quando la Commissione aveva sollecitato il governo di Sua Maestà ad agire in seguito ad alcune lamentele arrivate a Bruxelles per alcuni test fatti dalla società British Telecom di una tecnologia americana conosciuta con il nome di Phorm e utilizzata per spiare e registrare i gusti degli internauti al fine di inviare pubblicità mirate. Le leggi dell’Unione europea stabiliscono infatti che le informazioni personali possano essere utilizzate solo con il consenso dell’interessato. Stando a quanto dice Bruxelles, la tecnologia Phorm (almeno nel modo in cui sarebbe stata usata in Gran Bretagna) violerebbe quindi questo principio fondamentale dell’ordinamento europeo. Da qui la necessità di agire.
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