di Evgeny Utkin
Una volta per i figli c’erano auto di lusso e pellicce. Oggi meglio le aziende. Meglio ancora se ad alta visibilità. Così è successo in Francia. Le petit prince russe Alexander, 25enne figlio di Sergey Pugachev, ha comprato la maggioranza di France-soir , storico quotidiano nazionale, fondato da Pierre Lazareff, figlio di emigrati russi.
Nel periodo di maggior gloria, negli anni Cinquanta-Sessanta, era il quotidiano più diffuso in Francia (fino a 1,5 milioni di copie). Poi, negli anni Novanta, crollo delle vendite, passaggi di proprietà in serie per cadere all’inferno con sole 23 mila copie e perdite per qualche milione di euro l’anno.
Nel 2006 lo voleva comprare Arkady Gaidamak: lui avrebbe salvato il giornale e la redazione, il governo avrebbe dovuto chiudere un occhio (e un processo) sugli affari sporchi relativi alla vendita di armi in Angola. I francesi non accettarono e Gaidamak fuggì in Israele. Oggi è il turno di Alexander Pugachev (ottima educazione, perfetto francese, master in business administration, cittadinanza francese, nessun problema con la giustizia e, soprattutto, nessun problema di soldi) di tentare il rilancio del giornale. Con quanti investimenti? "Quanto basta per arrivare a un buon risultato" risponde lui.
Pugachev jr ha varato un restyling grafico, ha trasferito la redazione in nuovi lussuosi uffici, ha assunto un centinaio di giornalisti e ha tagliato il prezzo di copertina a 50 centesimi. Obiettivo: arrivare al pareggio, con 200 mila copie vendute, già nel prossimo anno. I maligni sottolineano che pure i giornali, come già le squadre di calcio in passato, più che imprese per fare business costituiscono strumenti di promozione sociale per i nuovi ricchi russi, e comunque il modo migliore per investire le proprie improvvise fortune lontano dagli occhi (e dal controllo) del Cremlino.
Oppure i giornali sono leve per fare affari in settori diversi. Pugachev, infatti, sta spendendo i soldi del padre, il banchiere e imprenditore Sergey che vive in uno chateau sopra Montecarlo, vicino al Cremlino e alla Chiesa ortodossa, che sta cercando di aggiudicarsi la commessa per costruire almeno due delle quattro navi portaelicotteri di classe Mistral in vendita alla Russia con la sua United industrial corporation (Opk) .
Diverso, dall’altra parte della Manica, è il caso del 50enne Alexander Lebedev. L’anno scorso si aggiudicò per 1 sterlina l’Evening standard, subito trasformato in gratuito (free press), aumentando la tiratura da 200 a 600 mila copie. Ora, sempre per 1 sterlina, ha messo le mani su The Independent (insieme al domenicale Independent on sunday). La testata, oberata di debiti, era candidata alla liquidazione, ma chiuderla sarebbe costato al proprietario Gavin O’Reilly più di 30 milioni di sterline. Perciò ha deciso di venderla a Lebedev per una cifra simbolica. Il russo, ex colonnello del Kgb, ottime frequentazioni nell’establishment inglese, dalla famiglia reale a Gordon Brown, si è fatto carico dei debiti e ha promesso di rilanciare il giornale, mettendo a capo dell’impresa il figlio Evgeny, 30 anni. Gli serviranno decine di milioni di sterline, ma come ha detto in un'intervista "questo è un bel modo per spendere soldi".
Lebedev, d’altronde, è un oligarca atipico: non gli piacciono i megayacht, non compra squadre di calcio e ha avuto un’unica moglie. Ha mille interessi, dalla finanza alle assicurazioni, dagli alberghi di lusso all’editoria. Insieme con Mikhail Gorbaciov è il proprietario della Novaja Gazeta (il giornale in cui lavorava la giornalista uccisa Anna Politkovskaya), è oppositore dichiarato del sindaco di Mosca Yury Luzhkov e non è troppo vicino a Vladimir Putin.
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