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Thomas Hollande: il figlio "normale" onnipresente al fianco del papà

Il primogenito del nuovo presidente francese, François Hollande, ha 28 anni, una laurea in legge alla Sorbona ed è un ragazzo "anonimo", come tanti che hanno votato per suo padre. Ma, dietro le quinte della campagna elettorale, è lui che ha mosso i fili per arrivare alla vittoria

Thomas Hollande: il figlio "normale" onnipresente al fianco del papà Thomas Hollande: il figlio "normale" onnipresente al fianco del papà

Tag:  Elezioni Francia 2012 eliseo François-Hollande personaggi Thomas Hollande

"Papa, félicitacions". La voce è rotta dall'emozione mentre Thomas Hollande chiama con il suo iPhone il papà François , appena diventato il settimo presidente della Quinta Repubblica francese. Il ragazzo è stato il vero animatore della campagna elettorale di Hollande, anche quando non ci credeva nessuno.

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28 anni e laurea in legge alla Sorbona, Thomas Hollande è il primo dei quattro figli che il neo presidente francese ha avuto con Ségolène Royal. Cinque anni fa si buttò anima e corpo nella campagna elettorale della madre, che sfidava Sarkozy per diventare la prima donna all'Eliseo. Oggi ha scelto di stare col padre e deve avere imparato qualcosa dalla sconfitta del 2007, visti i risultati. François Hollande è stato stravotato dai giovani come Thomas, e a loro ha dedicato le prime parole da presidente. A loro e a suo figlio in testa, anche se non ha mai fatto il suo nome.

"Occhiali, capello un po’ lungo, jeans senza pretese, un maglioncino nero, scarpe da ginnastica", così Roberto Zichittella su Linkiesta descrive Thomas Hollande, mentre lo segue durante la campagna elettorale. Un ragazzo "normale", che da ieri è anche il figlio di un presidente "normale". Barbetta, occhiali da intellettuale, maglioncino low-profile, Thomas ha telefonato a papà Hollande appena si è avuta conferma del risultato delle presidenziali. Come potete vedere qui , dice pochissimo, profondamente emozionato, soprattutto (immaginiamo) di essere ripreso dalle telecamere di France2.

Thomas, scrive sempre Linkiesta, "è un ragazzo mite e gentile", ma è anche vero che quando c'è da tirare fuori le unghie lo fa senza sconti. Così, alla fine del faccia a faccia televisivo tra Hollande e Sarkozy, è lui che suona la carica: On va gagner, Vinceremo, dice e non sbaglia. Quella carica, quella passione politica che Thomas trasmette è uguale a quella di altrettanti giovani "normali". Lontana dall'affabulazione affettata dei rampolli di Sarkozy, abituati a ottenere cariche importanti in tenera età, solo in virtù del loro cognome, o a utilizzare il volo di Stato subito dopo una festa in una discoteca all'estero per essere riportati a casa a causa di un improvviso mal di pancia.

All'Eliseo si cambia musica. La parola chiave adesso è "normalità" e tutti i nuovi inquilini, o chi sta al loro fianco, sembrano rispettarla pienamente. Ma "normalità" non significa mancanza di cuore o di passione. Quella ribolle, dietro gli occhiali di papà-Hollande come del suo onnipresente figlio Thomas.

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