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Dizionario essenziale

Quali sono le parole delle elezioni americane? E cosa significano? Ecco un elenco di termini utili per capire pasato, presente e futuro delle presidenziali Usa

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Piccolo dizionario per seguire le elezioni Usa 2012.

ARTICOLO DUE : il secondo articolo della Costituzione degli Stati Uniti è quello che stabilisce come gli americani devono eleggere il loro presidente. Questo sistema è il risultato del compromesso tra chi voleva l'elezione da parte del Congresso e chi, invece, indicava il voto popolare come la fonte di legittimità del governo. Alla fine, venne deciso di istituire l'assemblea dei Grandi Elettori che, a sua volta, sarebbe stata indicata dai cittadini dei singoli Stati.

BALLOT: è la scheda elettorale. Ma non è solo di carta. Negli stati degli Usa sono diversi i sistemi per registrare il voto dell'elettore. Ci sono anche schede di plastica e, terza opzione, macchina a tecnologia digitale, touchscreen. L'elettore tocca lo schermo, indica la preferenza e poi la sua scelta - dopo essere confermata dal tocco dell'ultimo tasto digitale - viene stampata e il foglio inserito in una busta che poi passerà sotto un lettore ottico.

CAUCUS: è un'assemblea di partito, intesa come organismo dell'organizzazione e non (solo) come momento di discussione. Il termine viene usato a diversi livelli. Per esempio, al Congresso i caucus sono formati dai parlamentari eletti che formano un gruppo sulla base di affinità politiche ( il Tea Party o i democratici moderati), oppure etniche (il più famoso è il Congressional Black Caucus).

Nel sistema elettorale presidenziale, i caucus sono le assemblee degli iscritti a un partito che scelgono a livello di circoscrizione i delegati che poi andranno ai caucus statali. Questi, a loro volta, sceglieranno i delegati per la convention nazionale. Non è ancora chiaro da dove derivi il termine. Se da una delle lingue dei nativi americani, come affermano alcuni, o dal latino. In ogni caso, il termine venne adottato per la prima volta nelle colonie inglesi del Nord America.

CONVENTION: è il congresso del partito che si tiene a livello federale. La convention serve a incoronare il candidato alla presidenza. A farlo sono i delegati eletti nei caucus e dalle primarie e i delegati istituzionali (detti anche super delegati), i parlamentari, i governatori e i vertici del partito. In genere, alla convention si arriva con il nome del candidato già designato dalle primarie. Quando questo non avviene sono i delegati a dire l'ultima parola. L'esempio più recente è quella della convention repubblicana del 1976, quando in corsa c'erano Gerald Ford e Ronald Reagan.

COLLEGIO DEI GRANDI ELETTORI: E'lo strumento che la Costituzione americana si è data per evitare che vi fosse una elezione diretta del presidente e del vice presidente. Il numero dei grandi elettori varia di stato in stato e comunque non è mai inferiore a tre. Anche District of Columbia, che non è uno stato, ne ha tre. Il totale è 538 e per diventare presidente si deve avere quindi il voto di 270 grandi elettori.

Come prevede la procedura, questi si riuniranno poi a livello statale dopo l'Election Day, voteranno il loro candidato e infine la loro preferenza sarà trasmessa a Washington. In gennaio, il Congresso vaglierà i risultati della votazione e proclamerà il presidente. In teoria, il voto dei Grandi Elettori non potrebbe ribaltare l'indicazione ricevuta dai cittadini. In alcuni stati, chi mai dovesse farlo, incorrebbe in un reato.

DONKEY: l'asino che scalcia è il simbolo (mai adottato ufficialmente) del partito democratico. Venne associato per la prima volta a Andrew Jackson nel 1828. A causa della sua politica populista, una vignetta lo raffigurò, appunto, come un asino che prendeva a calci un altro animale. Sembrava offensivo, ma in realtà l'immagine piacque al futuro presidente degli Usa che la fece sua e la utilizzò per la sua campagna elettorale. L'asino venne però consacrato come simbolo del partito grazie a un'altra vignetta che venne disegnata da Thomas Nast in un numero del 1870 di Harper's Week.

ELECTION DAY: è il giorno delle elezioni. Non solo del presidente e vice presidente, ma anche, spesso di deputati e senatori, di governatori. Dal 1845, per legge, il presidente viene eletto il martedì dopo il primo lunedì di novembre. Il voto quindi può variare tra le date del 2 e dell'8 novembre. Nel 2012, sarà il 6 novembre. Il periodo è stato scelto quando l'America era un paese per lo più rurale. All'epoca, per raggiungere il più vicino seggio elettorale era necessario - in alcuni casi - almeno un giorno di viaggio. Il martedì era distante dal Giorno del Signore (la domenica) e da quello del mercato (il mercoledì).

ELEPHANT: quattro anni dopo aver tratteggiato l'asinello democratico, Thomas Nast disegnò sulla stessa rivista (Harper's Week) la vignetta che vedeva nascere il simbolo del partito repubblicano: l'elefante. Lo spuntò venne offerto da una storia di cronaca che poi si rivelò falsa: la fuga in massa degli animali dello zoo di New York. Tra di essi, Nast disegnò anche un pachiderma con la scritta "elettorato repubblicano". Era la fuga di coloro che criticavano la politica cesarista dell'allora presidente Ulyss Grant. Anche in questo caso il disegno piacque ai soggetti presi di mira dalla satira. Che adottarono l'elefante come simbolo ufficiale del partito da lì a poco tempo.

FEDERAL ELECTION CAMPAING ACT:  la legge che regola il finanziamento della campagne federali è del 1971. L'aspetto più importante è l'obbligo da parte dei politici e dei partiti di rendere pubblici i nomi delle fonti dei loro finanziamenti.

GOP: Grand Old Party. Il Grande, vecchio partito. E'il sopranome del Partito Repubblicano. Venne usato per i repubblicani per la prima volta nel 1888, in un articolo del Chicago Tribune.

HARD MONEY (e soft money): letteralmente denaro pesante e denaro leggero. Una definizione per distinguere i finanziamenti in grado di condizionare le campagne elettorali federali (Hard Money) e che sono sottoposti al rigoroso controllo della legge e quelli (Soft Money), invece, destinati ad altre consultazioni popolari (locali e statali) e che (generalmente) vengono impiegati in attività collaterali come le campagne di pubblicizzazione dell'iscrizione alle liste elettorali e contributi alle locali sezioni dei partiti per le spese amministrative.

NOMINATION: il candidato designato dal suo partito alla corsa alla Casa Bianca è quello che ottiene la nomination, vincendo le primarie e i caucus. Per diventare presidente degli Usa si deve avere 35 anni anni di età, risiedere negli Usa negli ultimi 14 anni prima delle elezioni ed essere nato sul suolo americano. Barack Obama è stato al centro delle polemiche e degli attacchi di alcuni settori del partito repubblicano che non credevano al fatto che fosse nato alle Hawaii e ne chiedevano, quindi, la destituzione. Alla fine, Barack Obama è stato costretto a mostrare in pubblico il suo certificato di nascita.

P.A.C: Political Action Commitee. Comitato di Azione Politica. E'uno degli strumenti di raccolta fondi per la campagna elettorale. I Pacs sono gruppi privati, attraverso i quali associazioni professionali, sindacati , lobby finanziano i loro candidati. Possono raccogliere donazioni singole non superiori ai 5.000 dollari all'anno per ogni livello di consultazione popolare (primarie, presidenziali ed elezioni generali), al di sotto dei 15.000 dollari (all'anno) per il partito preferito e, infine, altri 5.000 dollari (annuali) come offerta per il Pac.

Nel 2010, grazie a una sentenza della Corte Suprema Usa nascono i SUPER P.A.C: sono i veri protagonisti della raccolta fondi di queste elezioni 2012. La legge consente a questi comitati di raccogliere tutti i soldi che vogliono (milioni e milioni di dollari) e impiegarli a favore della campagna elettorale di un candidato a patto che non ci sia alcun collegamento formale tra il Comitato e il Candidato.

I Super P.A.C. beneficiano soprattutto dei finanziamenti delle corporations, che prima avevano un ruolo meno importante nel processo elettorale e che  ora, invece, hanno grandi possibilità di influenzarlo. I giudici della Corte Suprema hanno deciso che sulla base del Primo Emendamento della Costituzione (che preserva il diritto di espressione e di pensiero) le corporations non potessero essere estromesse dal finanziamento dei candidati.

PLATFORM: è il programma politico di un singolo candidato o di un partito. Nel 19°secolo, le platforms venivano preparate da gruppi di persone, notabili del partito. Più che un programma di governo erano delle dichiarazioni di principi. Poi, progressivamente, si sono trasformate e alla fine sono diventati - nel caso delle elezioni presidenziali - delle proposte di governo del candidato.

PRIMARIE: sono le elezioni locali, a livello statale, che indicano chi sarà il candidato di un partito. Sono un'invenzione americana, molto distante nel tempo. Già nel 1840 esisteva una sistema di votazione simile, ma in realtà, le primarie per come le conosciamo oggi si affermano solo attorno agli anni '70 dello scorso secolo,quando, anche e soprattutto grazie ai media, tutti gli stati le adottano. Le primarie possono essere aperte a tutti gli elettori, o chiuse solo agli iscritti al partito. Per tradizione, i primi a votare sono i cittadini dell'Iowa seguiti poi da quelli del New Hampshire,  a gennaio. Di regola, chi vince le primarie in questi due primi appuntamenti, poi conquista la nomination.

PROPORZIONALE (PRIMARIE): in alcuni stati, le primarie repubblicane vengono effettuate con un sistema elettorale maggioritario, in altri con il sistema proporzionale. e in altri ancora, infine, con un sistema misto. Il proporzionale ha preso piede in diversi stati, sviluppando una tendenza che si è espressa negli ultimi tempi.

Per esempio, in Alabama dove i 50 delegati dello stato vengono assegnati su base proporzionale ai candidati che superano la soglia del 20% dei consensi a patto che nessun candidato prenda il 50% più uno dei voti degli elettori delle primarie. Nel caso in cui invece un candidato conquisti più della metà dei voti, prende tutti i delegati.

Oppure in Arkansas, dove esiste un sistema simile. Se nessun candidato supera il 50%, i 36 delegati vengono assegnati proporzionalmente ai candidati che hanno ottenuto una percentuale superiore al 15% dei voti.

Tra i grandi stati in cui i repubblicani usano un sistema elettorale misto ci sono Ohio e New York, mentre, per esempio, in California e in Florida esiste un sistema maggioritario secco dove il vincitore conquista tutti i delegati (winner takes all).

Molti degli stati dove esiste il sistema maggioritario sono stati messi in fondo al calendario delle primarie. Questo permetterrà a chi non vincerà la nomination di presentarsi alla convention del Partito Repubblicano con un discreto numero di delegati e condizionare così il programma politico del vincitore.

REDSTATES: sono gli stati tradizionalmente a maggioranza repubblicana. Si antepongono ai blue states, gli stati democratici. Questa divisione cromatica della geografia politica americana nasce nel 1908, quando il New York Times produce una cartina a colori  (blu per i democratici e giallo per i repubblicani)  per spiegare in quali stati ha vinto Theodore Roosevelt. Nello stesso anno, il Washington Post, a sua volta, pubblica una cartina dove gli stati sono blu per i democrats e rossi per i repubblicani. Quei colori resisteranno nel tempo e saranno definitivamente consacrati dalla televisione e dalle dirette elettorati trasmesse dai canali d'informazione alle quali assistono milioni di americani.

RUNNINGMATE: è il candidato alla vice presidenza. Viene scelto dal candidato e dal suo entourage per le sue doti e la sua biografia complementare. In genere è un personaggio di relativa esperienza, ma non di grandissimo carisma. In realtà, poi, molti vice presidenti sono diventati presidenti: Richard Nixon, George H. Bush, Gerald Ford.

STRAW POLL: è una elezione preliminare a quella dei caucus e alle primarie. E'un test elettorale non vincolante, ma che può dare indicazioni ai candidati rispetto al loro gradimento e alle loro effettive possibilità di ottenere alla fine la nomination. lo Straw Poll più famoso è quello che si tiene ad Ames in Iowa.

STUMP SPEECH: è il discorso standard che un candidato tiene in più occasioni durante al sua campagna elettorale e che viene modificato con qualche battuta a seconda delle circostanze e del luogo in cui si trova. La definizione arriva da lontano, dall'800, dalla consuetudine dei candidati di tenere più comizi nelle piazze  di diverse città su di un piccolo podio in legno, recitando sempre lo stesse parole. Lo stump speech inizia in genere con il ringraziamento ai membri locali del partito.

SUPER TUESDAY: è il supermartedì elettorale, quello in cui i cittadini di numerosi stati vanno a votare per le primarie. Il record si è avuto nel 2008, quando il 5 febbraio 24 stati votarono per il candidato repubblicano e per quello democratico. Alla fine, nonostante l'imponente partecipazione alle urne, quella non fu l'occasione per definire chi tra Barack Obama e Hillary Cliton sarebbe stato scelto per sfidare il rivale repubblicano. Il Super Martedì nasce nel 1984 quando gli elettori democratici di cinque stati votano contemporaneamente per Walter Mondale.

SWING STATES: sono gli stati altalena, gli stati in bilico, quelli dove non è sicura l'affermazione di un partito rispetto all'altro. Vengono anche chiamati Battleground States (stati campi di battaglia) o Purple States (stati viola, il colore combinazione di blu e rosso). E'in genere in questi stati che si decide il destino del vincitore delle elezioni presidenziali.Chi li conquista, va alla Casa Bianca.  Nel 2000, la Florida fu il swing state per eccellenza. Nel 2004, fu l'Ohio. Nel 2012, bisogna tenere d'occhio la Virginia, e ancora l'Ohio

TERM: è il mandato del presidente. Dura quattro anni e può essere rinnovato solo una volta come stabilisce il 22°emendamento della Costituzione approvato nel 1947 e ratificato nel 1951 dal Congresso. Prima di allora non c'era una regola scritta che imponesse un limite al numero dei mandati. I Padri Fondatori l'avevano però individuato in due mandati. Almeno questa era l'idea di George Washington e Thomas Jefferson. Nel secolo seguente pochi presidenti cercarono di ottenere un terzo mandato. Lo ebbe Franklin Delano Roosevelt quando venne rieletto nel 1940. I tempi, però, giustificavano l'eccezione. F.D.R. aveva portato l'America fuori dalla Grande Recessione e allora appariva l'unico in grado di condurre gli Stati Uniti in guerra.

TURNOUT VOTER: è l'affluenza alle urne. Come in molti paesi europei, negli Usa il numero degli elettori votanti è in calo rispetto al passato. Nelle ultime elezioni, ha partecipato al voto il 57.37% degli aventi diritto. E'dal 1968 che la percentuale è sotto il 60%. Nella storia delle presidenziali americane si è registrata grande partecipazione al voto nei decenni dopo la guerra civile, poi un calo nei primi trent'anni del '900 e una ripresa nel dopo guerra. Dagli anni'60, l'affluenza viaggia tra il 55 e il 60%.

WINNER TAKES ALL: il sistema elettorale vigente in ogni stato per le elezioni presidenziali è il maggioritario secco. Nel senso che colui che prende anche solo un voto in più del rivale vince tutti i delegati di quello stato (Winner takes all). Solo in Nebraska e in Maine esiste un sistema elettorale proporzionale per assegnare i  voti dei Grandi Elettori (rispettivamente cinque e quattro). Con questo sistema elettorale, in alcuni casi il voto popolare (la somma dei voti conquistati a livello nazionale) ottenuto dal vincitore è inferiore a quello del contendente (come è successo nel 2000 con lo scontro tra George W. Bush e Al Gore), ma in virtù del sistema dei Grandi Elettori, è il primo ad andare alla Casa Bianca e non il secondo.

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