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[Elezioni Usa 2012] Tutto pronto per il duello Romney-Santorum in Colorado e Minnesota. E intanto Obama arma i suoi Super Pac

Potrebbe essere Rick Santorum l'avversario da battere per Mitt Romney nei caucus in Colorado e Minnesota. Barack Obama, intanto, apre la sua campagna elettorale ai finanziamenti dei Super Pac, i comitati che possono raccogliere fondi illimitati e anonimi

[Elezioni Usa 2012] Tutto pronto per il duello Romney-Santorum in Colorado e Minnesota. E intanto Obama arma i suoi Super Pac [Elezioni Usa 2012] Tutto pronto per il duello Romney-Santorum in Colorado e Minnesota. E intanto Obama arma i suoi Super Pac
Republican presidential candidate, former Pennsylvania Sen. Rick Santorum gestures as former Massachusetts Gov. Mitt Romney, right, listens during a Republican presidential debate Monday, Jan. 23, 2012, at the University of South Florida in Tampa, Fla. (AP Photo/Paul Sancya)
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Che per Mitt Romney l'avversario da battere nei caucus in Minnesota e in Colorado si chiami Rick Santorum , lo si è capito quando la squadra elettorale dell'ex governatore è ritornata a cercare con insistenza e gran lena atti o dichiarazioni considerabili "compromettenti" dell'ex senatore della Pennsylvania. Frecce da mettere nella faretra e tirare nelle ultime ore della campagna elettorale in questi due Stati, come poi è avvenuto.

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Setacciata la sua attività in Campidoglio, Santorum è stato accusato dallo staff del Frontrunner di essere stato un parlamentare molto disinvolto nel votare importanti finanziamenti statali per opere e iniziative del tutto secondarie, se non addirittura inutili. E' bastata una ricerca sulla rete per ripescare un articolo del 2006 in cui il Washington Times raccontava di come Rick Santorum si fosse prodigato per fare arrivare allo zoo di Pittsburgh un finanziamento di 500.000 (mezzo milione) di dollari per la costruzione di una struttura (compresa di tunnel sottomarini) per le esibizioni degli orsi bianchi.

Le rivelazioni e le accuse di essere un seguace del Big Spending contro Rick Santorum non dovrebbero incidere molto sul clima di incertezza rispetto ai risultati nei due appuntamenti con i caucus. In realtà, in questo martedì d'inizio febbraio (una volta considerato mese di tregua per le primarie, ma il calendario è stato stravolto quest'anno dalle scelte sui sistemi di votazione fatte nei vari stati dalle locali sezioni del partito repubblicano) si vota anche in Missouri per delle primarie non ufficiali e il cui risultato non verrà riconosciuto.

Gli occhi sono tutti puntati quindi sul Colorado, dove Mitt Romney conta su una formidabile base elettorale, grazie al lavoro fatto in questi anni (nel 2008 fu un trionfo per lui) e alla presenza di una discreta comunità mormone che lo appoggia.Nei sondaggi è però seguito di stretta misura proprio da Rick Santorum, segno che l'elettorato più conservatore e quello vicino ai gruppi religiosi evangelici ha deciso di puntare su di lui. Per Romney, alla fine,  non dovrebbero esserci grossi problemi, ma l'incalzare dell'ex senatore della Pennsylvania non è ritenuto un buon segno.

E questo perchè il Colorado è uno dei più importanti swing states (o battleground states): uno di quei Stati in bilico tra democratici e repubblicani, dove si gioca l'esito delle elezioni per la Casa Bianca. Se Romney non dovesse riuscire a fare il pieno ora dei voti dell'intero spettro dell'elettorato repubblicano (e il caucus è il test più attendibile), per lui, l'appuntamento di novembre in questo stato, potrebbe diventare un ostacolo difficilmente superabile.

In Minnesota, Rick Santorum sarebbe addirittura avanti nei sondaggi di un paio di punti. Se vince in questo stato e batte Newt Gingrich in Colorado (come direbbero le rilevazioni), potrebbe (ri)presentarsi come il diretto rivale di Mitt Romney, scalzando da quella poltrona proprio l'ex Speaker.

Il fatto è che Mitt Romney (ma soprattutto l'establishment repubblicano) vogliono chiudere al più presto questa partita della nomination perché si sta rilevando troppo "costosa" per il GOP. Romney ha la candidatura in tasca, ma gli altri non mollano. Per questo, in questo gioco a scacchi, ogni sforzo è indirizzato ad affondare ogni tentativo di (parziale) rimersione da parte di Gingrich e, in questo frangente, di Rick Santorum. In questo senso, anche il piccolo Minnesota, diventa strategico.

Ma il vero punto di svolta dovrebbe arrivare con il Super Martedì di marzo, quando si entrerà in quello che potrebbe essere il rush finale della campagna. Fiumi di denaro scorrono per la preparazione di quell'appuntamento. I Super Pac che appoggiano Mitt Romney sono al lavoro.

E su questo fronte, arriva la seconda notizia della giornata. Barack Obama ha scelto il "lato oscuro della forza". Lo staff della campagna del presidente, dopo aver criticato la nascita dei Super Pac (i comitati elettorali che hanno la possibilità di raccogliere fondi illimitati e anonimi da destinare al supporto di una candidatura per le primarie o per le presidenziali), ora ha deciso di avvalersene.

Jim Messina, il collettore di finanziamenti per Obama 2012 l'ha detto chiaro e tondo in una intervista: "Non possiamo lasciare questa arma nelle sole mani dei repubblicani." La corsa è a rimpinguare la cassa di Priorities Usa Action, il Super Pac democratico. Nei mesi scorsi ha raccolto circa 19 milioni di dollari. Pochi rispetto, per esempio, ai 51 milioni di dollari raccolti da Karl Rove (l'ex braccio destro di George W.Bush) per il suo super comitato repubblicano.

E' chiaro che questi sono soltanto due dei Super Pac in campo. Mitt Romney ne ha uno che lo appogga per queste primarie e lo avrà per le presidenziali. Barack Obama ribatterà con la stessa arma. L'obiettivo dello staff del presidente era quello di raccogliere almeno un miliardo di dollari per la rielezione. Forse non ce la farà, perché ormai Wall Street gli ha voltato le spalle, ma è probabile che riesca comunque a raggiungere una forte somma finale. Dall'altra parte, i finanziatori del GOP non lesinano aiuti. Una montagna verde (di dollari) per arrivare alla Casa Bianca.

Alcuni dei quali sono di dubbia provenienza. Il NewYork Times ha rivelato che la campagna di Obama è stata finanziata per 200.000 dollari da due imprenditori messicani, il fratello di uno dei quali, un facoltoso uomo d'affari, proprietario di casinò, è ricercato dalla polizia federale per una truffa in Iowa e sospettato di essere il mandante del tentato omicidio di un suo rivale in Messico, oltre che essere ritenuto un abituale corruttore di pubblici ufficiali.

Scoperta la storia di Juan Jose Rojas Cardona, in arte Pepe, la direzione del NTY l'ha segnalata allo staff della campagna di Obama che, in un primo momento non ha saputo dare risposte e poi, sollecitato, ha annunciato che i soldi verranno restituiti al mittente.

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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

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