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Attentati in Israele: la paura tocca l'"isola felice" di Eilat

Tre attacchi terroristici nei pressi della cittadina turistica, vicina al confine con l'Egitto.

Attentati in Israele: la paura tocca l'"isola felice" di Eilat Attentati in Israele: la paura tocca l'"isola felice" di Eilat
di Anna Momigliano

"E per l'estate vengo da te, Eilat" recita una canzone patriottica di Yeroham Gaon molto conosciuta in Israele (e un po' melensa, se chiedete a me), che enumera tutte le bellezze naturali del Paese: il monte Carmelo, il lago Tiberiade, la primavera di Tel Aviv e l'estate, appunto, di Eilat.

Per la stragrande maggioranza degli israeliani, infatti, questa cittadina sul Mar Rosso, assai vicina al confine con l'Egitto, è sinonimo di vacanze estive trascorse in spiaggia nonostante il caldo che arriva ai 45 gradi.

Proprio nei pressi di Eilat un triplice attentato terroristico ha fatto almeno sei vittime giovedì. Le responsabilità sono ancora da accertarsi - in altre parole, non è chiaro se gli attentatori fossero palestinesi oppure egiziani - ma in molti temono che adesso sia propria la vicinanza tra la cittadina balneare e l'Egitto a farne un bersaglio relativamente facile per i terroristi.

Gli attentati, come accennato sopra, sono stati tre: un primo ordigno è esploso contro il veicolo di militari israeliani che erano di pattuglia nei pressi del confine; poi i terroristi hanno sparato colpi di arma da fuoco e di mortaio contro un autobus di turisti diretti a Eilat; infine un altro veicolo civile è stato colpito da un razzo anticarro.

Un testimone oculare, l'autista del pullman colpito, sostiene che gli uomini che hanno sparato contro il suo autobus indossavano le divise dell'esercito egiziano. Questo però non prova automaticamente che i terroristi fossero egiziani, poiché è possibile che gli attentatori si fossero travestiti per portare avanti il loro intento criminale.

Tuttavia in Israele esistono forti preoccupazioni per quel che riguarda il vicino Egitto, dove esistono alcuni gruppi islamisti, che il regime di Hosni Mubarak, deposto lo scorso febbraio, teneva a bada con il pugno di ferro. Adesso che l'Egitto sta compiendo una difficile transizione verso la democrazia , le autorità israeliane temono, a torto o a ragione, che i fondamentalisti possano sfruttare il vuoto di potere per consolidarsi e portare avanti attentati contro Israele.

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Anna Momigliano è una redattrice di Studio , bimestrale di attualità culturale. Ha scritto reportage da Israele, Libano e altri Paesi mediorientali. Per Marsilio ha pubblicato Karma Kosher

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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