L'Italia sarà anche "il migliore amico di Israele in Europa", come ha ricordato Silvio Berlusconi, che atterra a Tel Aviv oggi per una visita di tre giorni . Il nostro Paese, del resto, è uno dei primi partner commerciali di Gerusalemme, oltre che un alleato. Ma c'è una cosa della politica israeliana che l'Italia, come molte altre nazioni europee, proprio non può tollerare: la politica di espansione degli insediamenti.
Nonostante il clima di amicizia, lo ha dovuto ricordare anche lo stesso presidente del Consiglio: "La politica della colonizzazione è errata", ha detto Berlusconi al quotidiano israeliano Haaretz, alla vigilia della visita . E ancora: "Israele deve ritirarsi dal Golan".
In altre parole l'Italia sta dicendo a Israele che deve smetterla di costruire nei Territori occupati.
Fin qui nulla di strano. Le dichiarazioni di Berlusconi sono esattamente in linea con quelle degli altri leader occidentali, comprese le richieste di Barack Obama e quelle Nicolas Sarkozy . Inoltre il premier israeliano Benyamin Netanyahu si è già impegnato a congelare per dieci mesi le costruzioni negli insediamenti.
Dunque, tutti d'accordo?
Mica tanto. Perché la comunità internazionale e il governo di Gerusalemme hanno idee molto diverse su cosa considerare un Territorio occupato e cosa no.
Normalmente, quando si parla di "colonie" oppure di "insediamenti", il riferimento è alle cittadine e ai villaggi israeliani costruiti in Cisgiordania , che fa parte dei Territori palestinesi occupati da Israele dopo la guerra del 1967 . Dei Territori palestinesi fa parte anche la Striscia di Gaza , dove però Israele ha già smantellato le sue colonie nell'estate del 2005.
Poi c'è il Golan . Che, almeno dal punto di vista degli israeliani, è tutto un altro paio di maniche.
E proprio per questo le parole di Berlusconi pesano molto più di quanto non si potrebbe pensare.
Di che si tratta? Le alture del Golan sono una regione montagnosa contese tra Siria e Israele: fino al 1967 si trovavano sotto la giurisdizione di Damasco, ma Israele le ha conquistate durante la Guerra dei Sei Giorni .
Problema: oltre ad avere conquistato il Golan (proprio come è accaduto coi Territori palestinesi), Israele ha anche formalmente annesso le alture al proprio territorio (cosa che invece non ha fatto con i Territori palestinesi).
La differenza, in altre parole, è che lo stesso governo di Gerusalemme ammette che quella sui Territori palestinesi è una forma di occupazione militare. Mentre sostiene, a torto o a ragione, che il Golan ormai fa parte di Israele.
Naturalmente, la Siria non è d'accordo. E su questo, almeno, la comunità internazionale dà ragione a Damasco.
Resta da chiedersi se davvero la questione del Golan rischia di rovinare gli ottimi rapporti che corrono tra Italia e Israele. Personalmente, penso che questo sia molto improbabile. Di fatto, il dossier Golan diventerà importante solo quando e se ci saranno dei negoziati di pace tra Siria e Israele. Ma per ora di negoziati non ce ne sono in vista.
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