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Pakistan, rapito un cooperante italiano

Si chiama Giovanni Lo Porto, siciliano di 36 anni, e si trovava nel Punjab pachistano con la ong "Welt Hunger Hilfe" per la ricostruzione post-inondazioni. Sequestrato con lui anche un collega tedesco

Pakistan, rapito un cooperante italiano Pakistan, rapito un cooperante italiano
Giovanni Lo Porto, cooperante italiano impegnato in Pakistan con la ong tedesca Welt Hunger Hilfe (Aiuto alla fame nel mondo), rapito oggi, 19 gennaio 2012, insieme ad un collega tedesco a Qasim Bela, nel distretto di Multan della provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. ANSA / MICHELE NACCARI
di Redazione

Giovanni Lo Porto, un cooperante italiano impegnato in Pakistan con la ong tedesca Welt Hunger Hilfe (Aiuto alla fame nel mondo), è stato rapito ieri insieme a un collega tedesco a Qasim Bela, nel distretto di Multan, nel Punjab pachistano. La notizia del sequestro, diffusa da una tv di Islamabad , è stata confermata dalla Farnesina che ha chiesto totale "riserbo" sulla vicenda "per non compromettere gli sforzi per giungere alla liberazione" del connazionale.

L'identità del rapito italiano è stata rivelata da fonti della cooperazione internazionale ed anche da un tweet del bergamasco Stefano Piziali , responsabile del Cesvi, ong per la quale Lo Porto aveva lavorato in passato.

In una nota, il ministero degli Esteri ha indicato che sono stati attivati "tutti i canali utili per seguire da vicino la vicenda e promuoverne la positiva soluzione" e che "mantiene un continuo contatto con la famiglia del rapito".

Secondo le prime frammentarie e talvolta contraddittorie notizie Lo Porto, un siciliano di 36 anni, è stato sequestrato in serata insieme ad un tedesco di 45 anni di nome Bernd con cui lavorava nella ricostruzione del Punjab meridionale colpite dalle inondazioni dello scorso anno.

Poco dopo le 19 di ieri, almeno tre uomini armati hanno fatto irruzione negli uffici dell'Ong, costringendo i due operatori umanitari, appena rientrati da una ispezione nelle zone alluvionate di Kot Addu, a seguirli, ha riferito il capo della polizia di Multan, Aamir Zulfiqar Khan. "Hanno ferito le guardie private pachistane con il calcio dei fucili e in pochi minuti sono fuggiti via con i due ostaggi", ha spiegato l'ufficiale, citando un testimone, un tedesco che ha assistito alla scena.

I rapitori hanno puntato contro di loro un'arma da fuoco e li hanno costretti ad indossare un vestito tradizionale pachistano (Shalwar Kameez).

La polizia pachistana ha subito avviato la caccia ai possibili rapitori, ponendo posti di blocco intorno a Multan per controllare tutti i veicoli in entrata e in uscita dalla città.

Per il momento non vi sono ipotesi sui possibili rapitori, ma si deve ricordare che in Punjab operano numerosi gruppi armati antigovernativi, come ad esempio il Lashkar-e-Jhangvi, movimento estremista sunnita autore di numerosi attentati.

Inoltre, nell'agosto scorso a Lahore, capoluogo del Punjab, sono stati rapiti il cittadino americano Warren Weinstein e il pachistano Shahbaz Taseer, figlio del governatore del Punjab Salman Taseer, che secondo fonti concordanti sarebbero nelle mani dei talebani.

Nel suo profilo pubblicato su un social network dove indica di essersi laureato alla London metropolitan University e alla Thames Valley University, Lo Porto precisa di essere arrivato in Pakistan nell'ottobre scorso per partecipare come project manager alla costruzione di alloggi di emergenza nel sud del Punjab. In precedenza era stato ad Haiti, e ancora prima aveva lavorato nove mesi con il Cesvi.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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