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Pakistan: i talebani vietano le stoffe leggere - L'ANALISI

Nel Pakistan nord-occidentale, ai confini dell’Afghanistan, i talebani hanno dato alle fiamme decine di rulli di tessuti - almeno 10 mila metri - prelevati in un mercato, perché – secondo loro - anti-islamici

Pakistan: i talebani vietano le stoffe leggere - L'ANALISI Pakistan: i talebani vietano le stoffe leggere - L'ANALISI
An image made from Geo TV video shows Pakistani police officer takes cover during a crackdown operation against militants in Lahore, Pakistan on Friday, May 28, 2010. Gunmen armed with grenades attacked two mosques belonging to a minority Islamic sect during Friday prayers in the eastern Pakistani city of Lahore, police said. Casualties were expected. Bottom line reads "Alleged attacker arrested in Model Town".(AP Photo/Geo TV) ** NO SALES, TV OUT **
di Farian

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PAKISTAN PROTEST FAI ARREST
epa02836193 People burn a mock of US (R) and Indian flags during a protest against the arrest of Ghulam Nabi Fai, a Kashmiri-born US citizen, by the US Federal Bureau of Investigation ( FBI), in Multan, Pakistan on 22 July 2011. According to media reports, FBI on 19 July, arrested Ghulam Nabi Fai on suspicion of acquiring funds from Pakistan's premier initelligence agency Inter Services Intelligence (ISI) for decades-long Kashmir conflict, and using it to lobby for the Pakistani government inside the United States. The Kashmir, a Muslim majority Himalayan territory divided between two nuclear armed neighbours India and Pakistan, has triggered two wars between them since their independence from Britain in 1947.  EPA/MK CHAUDHRY
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In questi anni i talebani hanno preso di mira i negozi che vendono musica e film, ma anche i telefoni cellulari in grado di scattare fotografie. Ora, nella zona tribale del sud Waziristan, nel Pakistan nord-occidentale e quindi ai confini dell’Afghanistan, hanno dato alle fiamme decine di rulli di tessuti - almeno 10 mila metri - prelevati in un mercato, in quanto – secondo loro - anti-islamici.

Il rogo dei tessuti non è una novità. Prendersela con il velo, o più in generale con la stoffa, è molto più facile che gestire la complessità di una società, orientale o occidentale che sia. E nemmeno è la prima volta che gli estremisti islamici impongono – oppure mettono fuori legge – un pezzo di stoffa.

Perfino gli Stati laici hanno sentito la necessità di vietare un determinato tipo di abbigliamento. Pensiamo all’Iran, dove negli anni Trenta del Novecento lo scià Reza Pahlavi mise fuori legge il chador e gli abiti tradizionali dei nomadi perché gli davano l’idea di una società arretrata.

Ma pensiamo anche alle nostre società europee. Il caso più recente è quello del Belgio , dove il legislatore si è sentito in dovere di mettere fuorilegge il velo integrale anche se indossato da un’esigua minoranza di donne.

Purtroppo, il corpo delle donne continua a essere un’ossessione, e quindi oggetto di obblighi e divieti, anche se i problemi da risolvere sarebbero ben altri: in Pakistan due milioni di persone vivono ancora in zone a rischio inondazioni ad un anno dalle alluvioni che sconvolsero il Paese.

Secondo l’Oxfam , i ritardi nei programmi di ricostruzione rischiano di colpire oltre 800 mila famiglie, che non hanno ancora un’abitazione adeguata. Secondo il rapporto “c'è un urgente bisogno” di ridurre la vulnerabilità di queste aree “con adeguati lavori di contenimento dei fiumi, del canali di irrigazioni e dei bacini idrici”.

Per l’Oxfam l’importo necessario per la riabilitazione delle aree sarebbe di circa 600 milioni di dollari, mentre a novembre la Banca Mondiale e la Banca Asiatica per lo Sviluppo hanno indicato al governo pakistano la necessità di un primo investimento di 27 milioni. Per Neva Khan, responsabile Oxfam in Pakistan, "il cambiamento climatico aumenterà la minaccia di inondazioni. Il Pakistan deve agire ora. Investire oggi in misure che riducono l'impatto dei disastri è fondamentale per salvare vite umane e salvaguardare il futuro e lo sviluppo del Paese".

Certo è che, per i talebani, vietare le stoffe leggere è più facile che risolvere i problemi dei Paesi in cui vivono.

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Farian Sabahi ,  docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata,  è autrice dei saggi “Storia dell’Iran” e “Storia dello Yemen”, pubblicati entrambi da Bruno Mondadori. Scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune  radio locali e straniere

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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