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Baby soldato a Mogadiscio. Ribelli? No, governativi

Baby soldato tra le truppe fedeli a Sheik Sharif. Un'inchiesta del New York Times

Baby soldato a Mogadiscio. Ribelli? No, governativi Baby soldato a Mogadiscio. Ribelli? No, governativi
Islamist insurgent fighters in a street in  Mogadishu, Somalia, during clashes with Somali government soldiers in southern Mogadishu's Wardhigley neighborhood on Thursday, June 24, 2010. At least three combatants from the two sides were killed in the fighting which erupted after Somali forces advanced into the Islamist controlled barracks in the area (AP Photo/Farah Abdi Warsameh)

Tag:  Al Shabab baby soldato La mia Africa Somalia

di Giamp

Al peggio non c'è mai fine. Mogadiscio, Somalia, teatro di sanguinosi scontri da 20 anni, vede l'ingresso di nuovi attori sul campo di battaglia: i baby soldato. In effetti, la cosa non è propriamente nuova: minorenni armati di Ak47, il fucile in mano a tutti i miliziani somali, si erano già visti tra le file di Al Shabaab e Hezbul Al Islam, gli insorgenti islamici.

Ma che a impiegare minorenni sia il Governo transitorio, questo fa scalpore e indigna la comunità internazionale. La sconvolgente rivelazione viene dal New York Times . In una recentissima inchiesta, l'inviato del prestigioso quotidiano ha conosciuto un dodicenne impiegato tra le milizie fedeli a Sheik Sharif.

Secondo le Nazioni Unite, la Somalia si ostina a violare la Convenzione relativa ai diritti dell'infanzia alla pari di feroci eserciti come l'Lra di Joseph Kony. Gli Stati Uniti sono tra i finanziatori del governo transitorio somalo e i particolare parte di questi finanziamenti vanno agli stipendi dei militari. Come dire, i contribuenti americani pagano anche i baby soldato somali.

Nel frattempo, levata di scudi da parte delle associazioni, tra cui Unicef, che ricorda come anche gli Stati Uniti siano tra i Paesi che non hanno ratificato la Convenzione dei diritti dell'infanzia.

La verità è che ancora una volta Mogadiscio e la Somalia tutta intera si dimostra "zona franca", uno Stato svuotato dei suoi poteri, un Paese allo sfacelo dove comandano solo le armi, dove gli stranieri non mettono piede, dove gli estremisti islamici fanno il bello e il cattivo tempo. Stavolta, come si vede, non solo loro. E la comunità internazionale, come al solito, tace.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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