Sono ripresi gli scontri in Costa d'Avorio, violentissimi, tra i sostenitori di Laurent Gbagbo e quelli di Alassane Ouattara. Tra i supporter dell'ex Presidente che non lascia il potere e del nuovo, regolarmente eletto, che non può lasciare la sua residenza, il Golf Hotel di Abidjan.
La città di Toulépleu è stata nei giorni scorsi teatro di forti scontri: elementi delle Forces nouvelles, ex ribelli che sostengono Ouattara hanno sottratto il centro ai sostenitori di Gbagbo. La città di Toulépleu si trova al confine con la Liberia, una parte del Paese rimasta sotto il controllo del presidente Gbagbo dopo il fallito colpo di stato del 2002, quando il nord finì in mano ai ribelli delle Forze Nuove.
Da ormai due settimane, nella zona occidentale del Paese sono ripresi gli scontri tra le due fazioni proprio lungo la vecchia linea del fronte della guerra del 2002-2003. I recenti scontri hanno spinto migliaia di persone a cercare rifugio nella vicina Liberia.
Il 3 marzo scorso ad Abidjan 7 donne fedeli a Ouattara sono state uccise dall'opposta fazione durante una marcia di protesta proprio contro Gbagbo. Solo nell'ultima settimana morti sono stati 50.
Le organizzazioni internazionali lanciano ripetuti allarmi: gli sfollati sarebbero 200 mila, e tutti gridano al rischio di una nuova guerra civile. La sensazione è che inesorabilmente la Costa d'Avorio stia scivolando negli abissi già vissuti nel 2002. Non è già guerra civile questa? E la massiccia presenza dei caschi blu non mette fine alle violenze e agli omicidi. Una storia già vista, in Africa.
Stupisce però sempre che Nazioni Unite e Unione Africana non vadano al di là di moniti e prese di posizione. Forse uno spiraglio potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal possibile incontro fra i due contendenti ad Addis-Abeba, sede dell'Unione Africana. L'organizzazione panafricana ha infatti invitato Ouattara (che ha accettato) e Gbagbo a sedersi a un tavolo. L'ex presidente non ha ancora risposto all'invito, ma fonti ufficiose parlano di un suo possibile "ok".
Inutile nascondersi dietro a uno dito: la pace in Costa d'Avorio passa attraverso il dialogo con Gbagbo. Anche se Ouattara è il Presidente legittimamente eletto, anche se la comunità internazionale riconosce Ouattara. Anche se sul terreno ci sono centinaia di morti. Anche se l'economia del Paese è in ginocchio e a farne le spese è la popolazione. E tutto questo l'ex Presidente questo lo sa bene.
-----
Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Independent, Die Zeit. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale "Nessun luogo è lontano".
Dopo il caso del genovese Giuliano Delnevo: in Italia si sta diffondendo il terrorismo individuale, ancora più pericoloso perché fuori controllo
Così il governo vuole allentare i vincoli della riforma Fornero
Un miliardario russo programma di renderci tutti immortali entro il 2045. Follia? Nella comunità scientifica in molti lo stanno prendendo sul serio
Differenti approcci all'Adhd: anche educazione e alimentazione potrebbero essere le cause del problema. E in Italia?
X