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Il rapimento dell'italiana in Algeria. Che cos'è Al Qaeda nel Maghreb? - L'ANALISI

Il rapimento della turista italiana nel Sahara conferma ancora una volta il potere e l'efficacia di Al Qaeda nel Maghreb. Chi sono i militanti, come si finanziano, quali sono gli obbiettivi

Il rapimento dell'italiana in Algeria. Che cos'è Al Qaeda nel Maghreb? - L'ANALISI Il rapimento dell'italiana in Algeria. Che cos'è Al Qaeda nel Maghreb? - L'ANALISI
Una turista italiana, Maria S., 53 anni, sarebbe stata rapita nel sud dell'Algeria, vicino a Djanet. Lo rende noto oggi, 4 febbraio 2011, il quotidiano Echourouk. La Farnesina sta verificando la notizia. Nella foto da Google l'area in cui sarebbe avvenuto il rapimento. ANSA/ GOOGLE

Tag:  Al Qaeda nel Maghreb Islamico Algeri La mia Africa Maria Sandra Mariani Mauritania

di Giamp
musumeci-new

Maria Sandra Mariani, turista fiorentina di 53 anni, è stata  rapita mercoledì 2 febbraio  nella regione di Alidena, 250 km a sud di Djanet, in Algeria, da uomini armati.  La donna era entrata nel paese il 20 gennaio e sarebbe dovuta tornare in Italia il 22 febbraio.

Da fonti locali, si apprende che il rapimento sarebbe stato effettuato da miliziani di Al Qaeda nel Maghreb Islamico. Secondo i militari algerini, il gruppo, composto da 14 uomini a bordo di mezzi Toyota 4x4, avrebbe lasciato subito il Paese per trasferirsi in Niger. Per ora, nessuna rivendicazione.

Ma Che cos'è Al Qaeda nel Maghreb? E quali sono i suoi obiettivi?

- LA STRUTTURA

Al Qaeda nel Maghreb è una formazione islamica sunnita estremista, nata nel 2007, e che opera in tutta la regione del Sahel, tra Algeria, Mali, Mauritania e Niger. Nasce 4 anni fa dalle ceneri del Gruppo Salafita per la predicazione il combattimento (Gscp), ed è guidata dall'emiro Abdelmalek Deroukdal.

Emily Hunt, del Washington Institute for Near East Policy , sottolinea che già negli Anni 90 Osama Bin Laden trasferì corposi fondi alle organizzazioni algerine, e in particolare al GSPC, che doveva sostituire il GIA (Gruppo islamico armato). Le sue attività troppo sanguinarie e responsabili di centinaia di morti civili erano diventate controproducenti alla causa del rovesciamento del governo di Algeri .

Molti dei leader fondatori del GSPC venivano direttamente dai campi di addestramento di Al Qaeda in Afghanistan. Negli anni passati c'è stato uno scambio con combattenti in Iraq. La dichiarazione ufficiale di affiliazione è del 2006, in un video di Ayman al-Zawahiri, numero due di Al Qaeda, che consacra il legame.

- ATTIVITÀ E OPERAZIONI

Dal 2007 in poi, le attività di AQMI sono incessanti, prima con attentati a forze di polizia ed esercito algerini, poi con rapimenti di occidentali, business assai lucroso e che permette di rifinanziarsi:

Febbraio 2008. Una coppia di austriaci rapita nel deserto tunisino, al confine con l'Algeria, liberati poi in Mali in ottobre.

Dicembre 2008-gennaio 2009. L'Aqmi rapisce nel Niger due diplomatici canadesi, uno dei quali l'inviato speciale dell'Onu, e quattro turisti europei: una coppia svizzera, una tedesca e un britannico. Nei mesi seguenti vengono tutti liberati tranne il britannico, Edwin Dyer, che viene ucciso.

Novembre-dicembre 2009.  Rapiti in Mauritania tre cooperanti spagnoli, due uomini e una donna, un francese in Mali, e, in Mauritania, gli italiani Sergio Cicala con la moglie Philomene Kabore. I coniugi Cicala vengono liberati il 16 aprile 2010 in Mali. Liberati anche il francese e la donna spagnola, mentre gli altri due spagnoli rimarranno nelle mani dei rapitori fino ad agosto 2010.

Aprile 2010. Il 19 sequestrato il francese Michel Germaneau, e il 25 luglio ne annuncia l'uccisione, dopo che i serizi francesi avevano tentato un blitz per liberarlo.

Settembre 2010. Sette dipendenti delle società minerarie Areva e Satom (gruppo Vinci), tra cui cinque cittadini francesi, un togolese e un malgascio, vengono sequestrati in Niger. Il gruppo, trasferito poi in Mali, non è ancora stato rilasciato.

Gennaio 2011. Il 7 gennaio due cittadini francesi, Vincent Delory e Antoine de Leocour, vengono sequestrati in un ristorante di Niamey, in Niger. I due ostaggi vengono uccisi il giorno dopo durante un tentativo di blitz per liberarli.

- OBIETTIVI

All'inizio Al Qaeda nel Maghreb doveva abbattere il governo algerino e instaurare nella regione un califfato basato sulla legge islamica. Successivamente, l'estensione delle attività all'intero Sahel e l'affiliazione ad Al Qaeda hanno reso l'attività dell'organizzazione più globale.

Gli esperti ritengono possibili estensioni degli attentati anche in Europa Occidentale. Nel 2008, il leader Abdelmalek Droukdal in un'intervista al New York Times dichiarò: "I nostri obbiettivi sono gli stessi di Al Qaeda madre".

- MEZZI E CAPACITÀ

Il riscatto pagato per il rilascio dei 32 ostaggi occidentali rapiti nel 2003 si stima fu dai 5 ai 10 milioni di dollari. Con quei fondi i militanti si dotarono di missili, mitragliatori pesanti, mortai e sistemi satellitari. Difficile stimare su quanti uomini possa contare. C'è chi parla di almeno 300 miliziani ben addestrati.

- MINACCE FUTURE

L'affiliazione ad "Al Qaeda madre" e il richiamo a un jihad globale è un mezzo per fare proseliti e dare di sé un'immagine più internazionale e più efficiente. Secondo studi di Bruxelles, la maggior parte dei militanti sono mauritani, ma anche maliani, nigerini, marocchini, tunisini. Mentre i vertici sono algerini. Il rischio è che l'organizzazione diventi in qualche modo "attraente" e dia voce non solo all'estremismo ma anche a disagi sociali e trovi infine supporto, specie in questo esatto momento storico, da una parte della popolazione. Per questo, in Mauritania, per esempio, lo stato cerca di controllare i nuovi imam.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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