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Tunisia: salafiti all'assalto della Tv di stato dopo la messa in onda di "Persepolis"

Rigurgiti estremisti in Tunisia alla vigilia del voto per l'Assemblea Costituente. Attacchi alle università e alla televisione

Tunisia: salafiti all'assalto della Tv di stato dopo la messa in onda di "Persepolis" Tunisia: salafiti all'assalto della Tv di stato dopo la messa in onda di "Persepolis"

Tag:  Ennahda La mia Africa persepolis primavera araba rivolte islam

di Giamp
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Trecento persone hanno dato l'assalto, domenica, alla sede della tv di stato Nessma a Tunisi. Il venerdì, la tv aveva trasmesso il film franco-iraniano Persepolis e a seguire un dibattito sul fondamentalismo religioso. Dopo l'attacco alla televisione, alcuni gruppi di manifestanti, appartenenti a gruppi salafiti, hanno tentato di entrare nell'Università per protestare contro il divieto di iscrizione a due ragazze che indossavano il velo integrale. La Polizia ha disperso gli assalitori e ne ha arrestati un centinaio.

Appena dopo la messa in onda del film di Marjane Satrapi, il sito internet della televisione era stato inondato da e-mail di insulti e da promesse di morte per i giornalisti: ''Siamo abituati alle minacce, ma è allarmante che stavolta dalle parole siano passati ai fatti'', ha detto il presidente di Nessma, Nabil Karoui.

Il 23 ottobre si vota per l'Assemblea Costituente e le anime più integraliste in Tunisia cercano di alzare la voce in vista dell'importante appuntamento elettorale, il primo nel Paese dopo la Primavera Araba . Durante le manifestazioni e gli scontri del weekend molti giovani sventolavano le bandiere del partito confessionale Tahir, che non partecipa alle elezioni per l'Assemblea costituente.

Nei giorni scorsi, numerosi gruppi di integralisti avevano gettato nel panico l'Università di Sousse con violenti attacchi. Ieri, a Tunisi,  la polizia ha disperso i dimostranti con il lancio di candelotti lacrimogeni.

Molti analisti ritengono che il partito islamista Ennahda, bandito al tempo di Ben Alì, da mesi riemerso alla ribalta, e che si è già smarcato pubblicamente dai gruppi salafiti e dagli attacchi, sia il favorito al prossimo scrutinio. Nei mesi scorsi, i leader del partito hanno dato ampie rassicurazioni a chi teme un rigurgito estremista: hanno preso così le distanze sia dagli estremisti islamici sia da chi vuole una secolarizzazione della società tunisina.

Ma in gioco c'è il futuro del Paese. E la sua anima, che potrà essere laica o moderata, ovvero estremista. I detrattori di Ennahda sostengono che i leader facciano buon viso a cattivo gioco e, una volta al potere, mostreranno la loro vera anima. Quella più intransigente.

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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale "Nessun luogo è lontano"

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