La disgregazione della Siria avrebbe conseguenze intollerabili. La Russia teme i sussulti ceceni, la Cina la reazione degli uiguri, la Turchia i curdi. Mosca conosce bene il potere siriano e potrebbe lavorare per sostituire Assad con un altro alawita, affinché nulla cambi. Ma la guerra purtroppo andrà avanti, perché nessuno può smettere. Assad e il suo entourage non hanno via d’uscita. E gli oppositori che un anno fa protestavano pacificamente dopo mesi di torture e violenze indicibili ora vogliono vendetta.
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