Damasco è una città in guerra. I vertici della sicurezza del governo spazzati via dall'attentato di mercoledì, sparatorie per le strade, soprattutto nei pressi degli edifici governativi.
Migliaia di persone che fuggono. Ieri sembrava scomparso anche il presidente Assad per riemergere poi, verso sera, in televisione, con un nuovo ministro della difesa.
Il bilancio degli scontri di ieri intanto indica in 300 le persone morte in tutto il paese.
Si tratta della giornata più sanguinosa dall'inizio della rivolta contro il presidente Bashar al-Assad. Lo denuncia l'Osservatorio Siriano per i Diritti umani. Secondo gli attivisti, i morti sono stati 302, di cui 98 soldati, 139 civili e 65 ribelli.
-WIRE-
20 luglio, 9:30
Stamattina i ribelli avrebbero saccheggiato e dato alle fiamme il quartier generale della polizia a Damasco - già assaltato ieri - situato nel centralissimo quartiere di Qanawat, vicino alla Città Vecchia: lo ha riferito un loro portavoce, Abu Rateb, secondo cui gli agenti che hanno potuto si sono dati alla fuga e hanno abbandonato l'edificio. "Tre auto di pattuglia sono sopraggiunte sul posto", ha raccontato il dissidente, "ma sono state colpite dallo scoppio di bombe nascoste sul ciglio della strada. C'è chi ha visto decine di uomini della sicurezza o di 'shabiha' (i miliziani irregolari filo-governativi; ndr) giacere a terra, morti o feriti, prima che le ambulanze li portassero via", ha concluso.
20 luglio 9:23
Le forze di sicurezza siriane stanno cercando di riprendere il controllo dei posti di frontiera conquistati ieri dagli insorti e hanno annunciato di aver cacciato i ribelli da una zona centrale di Damasco, ma intanto l'ambasciatore russo a Parigi ha annunciato che il presidente Basa al-Assad avrebbe accettato di lasciare il potere. Intanto, la tv di Hezbollah, il movimento fondamentalista sciita libanese, ha annunciato la morte del capo dell'intelligence siriana Hisham Bekhtyar, che era rimasto ferito nell'attentato di due giorni fa durante un vertice di ministri e responsabili della sicurezza a Damasco. Secondo gli attivisti dell'opposizione siriana, i combattimenti nel quartiere Midan della Capitale continuano, e gli abitanti dicono che non ci sono checkpoint del governo nel centro della città e che si segnalano solo alcune guardie davanti al ministero dell'Interno, dopo diversi giorni di scontri.
Almeno tre persone sono morte oggi nel quartiere di Saida Zeinab nell'attacco a colpi di razzi da parte di elicotteri governativi, riferiscono gli attivisti. Sempre secondo l'opposizione, le forze di sicurezza hanno colpito nel corso della notte il posto di confine di Bab al-Hawa, nei pressi della Turchia, controllato dai ribelli, e hanno bombardato con l'artiglieria la città di Abu Kamal, vicino alla frontiera con l'Iraq. Intanto, secondo le Nazioni Unite, sono circa 30.000 i siriani che hanno attraversato nelle ultime 48 ore il confine con il Libano per sfuggire alle violenze. E sarebbero ben un milione quelli che hanno abbandonato le proprie case nei giorni scorsi, pur restando entro i confini della Siria.
Il presidente Assad non parla dal giorno dell'attentato a Damasco ed è apparso ieri in tv mentre nominava il nuovo ministro della Difesa. Secondo l'ambasciatore russo a Parigi, Alexandre Orlov, intervistato da Radio France Inter, Assad sarebbe pronto a lasciare il potere, ma solo in un "modo ordinato". Alla conferenza di Ginevra, c'è stato un comunicato finale che prevede una transizione verso un sistema più democratico - ha detto l'inviato - Tale comunicato è stato accettato da Assad. Assad ha nominato un suo rappresentante per guidare i negoziati con l'opposizione per questa transizione. Questo significa che ha accettato di dimettersi, ma in un modo ordinato". Il ministero dell'Informazione siriano ha però smentito la dichiarazione dell'ambasciatore russo, affermando che si tratta di un'affermazione "priva di verità".
- New York Times
- Reuters
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Credits: AP Photo/Shaam News via AP video
Colonne di fumo nero sopra il quartiere di Midan a Damasco, Siria, nel fotogramma di un video amatoriale diffuso da Shaam News Network il 19 luglio 2012. (Associated Press non ha potuto verificare autonomamente l'autenticità dell'immagine e la corrispondenza di luogo e data)
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