Gli aerei dell'esercito israeliano sono da poco arrivati in Bulgaria per cominciare le operazioni di evacuazione dei turisti che sono rimasti coinvolti nell'attentato terroristico nella località sul Mar Nero.
Sono 34 i feriti dall'esplosione che è avvenuta ieri su un autobus nei pressi dell'aeroporto. E, secondo fonti israeliane, è certo che si sia trattato di un attentato suicida. La conta dei morti è scesa a 7 persone: cinque cittadini israeliani, l'autista del mezzo e, appunto, il kamikaze.
La polizia bulgara ha detto che dalle immagini scaricate dalle telecamere di sicurezza dell'aeroporto bulgaro si è risaliti al sospettato che - sembra - si è aggirato nell'area aeroportuale per circa un'ora. Secondo le forze di polizia si tratterebbe di un uomo caucasico con i capelli lunghi.
E a Gerusalemme il premier Netanyahu ha immediatamente puntato il dito contro l'Iran. Ieri, 18 luglio, a Buenos Aires si commemorava la strage nel centro ebraico del 1994, che uccise 85 persone e per la quale i giudici inquirenti accusano il governo iraniano.
La drammatica coincidenza delle date porterebbe a guardare verso Teheran, ma dal Paese degli Ayatollah per ora tutto tace.
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