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Sembrava un normale sciopero per chiedere migliori condizioni di lavoro. Ma si è trasformato in una strage. Nella miniera di platino di Lonmin, la in Sudafrica, la polizia ha aperto il fuoco sui minatori, lasciando una decina di morti sul terreno. Alcune fonti parlano di 34 vittime.
Le immagini-shock che vi proponiamo sono state filmate casualmente dalla Reuters e mostrano tutta la drammaticità del conflitto a fuoco. La polizia ha intimato ai manifestanti di disperdersi entro dieci minuti, ma loro hanno continuato a cantare slogan e, allo scadere del breve tempo concesso, gli agenti delle forze di sicurezza hanno aperto il fuoco e l'hanno fatto con il chiaro intento di uccidere.
Non ci sono spari in aria, ma i poliziotti mettono nel mirino i minatori, con una ferocia inaudita. Testimoni oculari raccontano che molti feriti, caduti per terra, hanno cominciato a gridare in direzione degli agenti: "Uccidi anche noi, per favore abelungu", che significa "bianchi".
Il presidente Jacob Zuma da Pretoria ha dichiarato di essere "scioccato da questa violenza senza fine" e ha ribadito che "il governo sudafricano crede fermamente nei principi dell'ordine democratico per risolvere le dispute attraverso il dialogo e non con la violenza".
Ma qualcosa è successo nella miniera di Lonmin (che è la terza miniera al mondo per l'estrazione di platino) perché di dialogo non se ne è visto. Per la prima volta, al sindacato storico dei lavoratori sudafricani si è affiancata una nuova organizzazione. I primi scontri sono nati proprio tra le due differenti compagini sindacali, che hanno vedute diverse sulla gestione della miniera. Il resto l'hanno fatto i poliziotti.
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