Meninos de rua brasiliani
Il viaggio di Padre Antonello Cadeddu e Padre Enrico Porcu, cagliaritani nell’accento e nel sangue, è cominciato due volte. La prima quando sono stati ordinati sacerdoti, poco meno di una trentina di anni fa, la seconda nel 2000 quando dopo una lunga esperienza missionaria hanno deciso di fondare a San Paolo del Brasile la loro comunità. Il nome sarebbe arrivato dopo, “Alleanza e Misericordia”, a sottolineare che l’unione fa la forza, soprattutto quando ad ispirarla sono i valori universali della solidarietà.
San Paolo non è stata scelta per caso e il bilancio di Alleanza e Misericordia mette i brividi. Più di 60 mila pasti vengono offerti ogni mesi dalle strutture che hanno creato in città e fuori, che si aggiungono alle migliaia di persone salvate letteralmente dalla strada grazie al loro intervento. Già, perché Padre Enrico e Padre Antonello non sono i soliti preti come li intendiamo noi in Europa. E questo lo si vede dalle loro messe (uno spettacolo in cui si radunano, ogni giovedì sera, 3mila persone nello spiazzo antistante alla fermata del Metro Bresser) e dalla Cristoteca. Letteralmente una “discoteca di Cristo” dove, dopo aver assistito alla messa, molti ragazzi delle periferie di San Paolo si scatenano sulla pista da ballo. E se vogliono “farsi un drink”, spiega Felipe, uno dei ragazzi incontrati da Panorama.it, “ci sono a disposizione i Cristodrink, rigorosamente analcolici. Niente birre e superalcolici, al massimo una RedBull…”.
Al di là della messa e della Cristoteca, la storia dei due sacerdoti di Cagliari è emblematica per la scelta fatta. Quella di vivere realmente insieme ai poveri. E allora eccoli qui a piedi in rua Augusta, la lunga e malfamata arteria del centro dove si spaccia liberamente droga e si vende sesso. Non è facile dormire con i senzatetto che passano la notte sotto il ponte di Barra Funda, né tantomeno aiutare i ragazzini che sniffano colla in Piazza della Repubblica, tra le boutiques di lusso e i ristoranti più esclusivi della città.
“Non è facile”. Mi ripetono i due cagliaritani. Ma “non potremmo fare altrimenti”, aggiungono. E come loro gli altri 150 missionari che sul posto si sono formati e li hanno seguiti, per non parlare degli oltre 700 volontari che li supportano tra l’Italia e il Brasile. “Una bella soddisfazione”, commenta padre Enrico. Poi però si interrompe perché lo chiamano e deve andare. I suoi meninos de rua non possono attendere.
Cristoteca a San Paolo
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