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Egitto: fine della luna di miele con i militari. E l'occupazione di Piazza Tahrir continua - LIVE

I militari rompono la tregua a Piazza Tahrir e caricano i manifestanti alle prime luci dell'alba. Arrestata anche la giornalista egizio-americana Mona Heltahawy

Egitto: fine della luna di miele con i militari. E l'occupazione di Piazza Tahrir continua - LIVE Egitto: fine della luna di miele con i militari. E l'occupazione di Piazza Tahrir continua - LIVE
An Egyptian protester hangs a crossed out poster of Egypt's military ruler, Field Marshal Mohamed Hussein Tantawi, the head of SCAF, The Supreme Council of the Armed Forces,  at Tahrir Square in Cairo, Egypt, Tuesday, Nov.22, 2011. Egyptian politicians say the ruling military has moved up the date for transferring power to a civilian government to July 1, 2012. Arabic reads " Mubarak hired them". (AP Photo/Ahmed Ali)

Tag:  Egitto. Hussein Tantawi elezioni hosni-mubarak Piazza Tahrir rivolte islam

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Cairo. A protester waves the Egyptian national flag in Mohamed Mahmoud during clashes with security forces, near Tahrir square, Cairo, Egypt, 23 November 2011. Renewed clashes erupted 23 November between security forces and anti-military protesters near Tahrir Square in central Cairo, reported state television.The clashes, for the fifth consecutive day, saw anti-riot police firing teargas on the protesters who answered with stone-throwing, according to the report. There were no immediate reports about casualties. Egypt's Health Minister Amr Helmi denied 23 November reports that security forces had fired nerve gas on pro-democracy protesters in central Cairo's Tahrir Square EPA/KHALED ELFIQI
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08.40 In un comunicato diffuso tramite Facebook il Consiglio Supremo delle Forze Armate si scusa per i morti degli ultimi 6 giorni a Piazza Tahrir, riferendosi a loro come a dei "martiri".

05.05 Si diffonde la notizia che la giornalista egizio americana, Mona Eltahawy è stata arrestata in Piazza Tahrir. Immediatamente parte la campagna su Twitter per richiedere il suo rilascio (#Freemona).

01.20 La polizia interrompe il cessate il fuoco e comincia a caricare la folla in piazza Tahrir. Le forze dell'ordine lanciano gas lacrimogeni e, secondo la denuncia di ong presenti sul luogo, utilizzano proiettili veri per sparare contro i manifestanti. Migliaia i feriti e si contanbo i morti. E' un massacro.

18.30 Calma apparente a piazza Tahrir, mentre centinaia di persone continuano ad arrivare nel cuore del Cairo dove da sei giorni in migliaia protrestano per chiedere all'esecutivo militare di andare via.

17:34 - La dura denuncia del premio Nobel per la Pace, Mohamed ElBaradei, che ha parlato di un "massacro in corso" e ha puntato il dito contro l'uso di "lacrimogeni con agenti nervini" per disperdere i dimostranti.

16:57 - La polizia smetta di "sparare sul petto degli egiziani" e le due parti cessino le violenze. E' l'appello lanciato questa sera in un discorso alla nazione dal gran Imam di al Azhar el Tayeb.

16:11 - ''Senza un voto democratico la voce del popolo non sarà ascoltata. Per questo riteniamo sia urgente che le diverse forze in campo, dai militari ai manifestanti ai partiti e movimenti di opposizione, facciano di tutto per assicurare il corretto svolgimento delle elezioni''. Lo ha affermato  monsignor Michael Fitzgerald, nunzio apostolico in Egitto, interpellato dall'agenzia Misna sugli avvenimenti degli ultimi giorni.

Piazza Tahrir non accenna a svuotarsi. In migliaia continuano a riempire la Piazza simbolo della rivoluzione egiziana , nel cuore del Cairo. A nulla sono servite le dimissioni del premier e l'annuncio dei militari di voler fissare la data delle elezioni presidenziali a giugno del 2012. Il popolo di Piazza Tahrir ha rifiutato le concessioni del Consiglio supremo delle Forze Aramate.

Si sa che ci sono almeno duemila feriti e il numero dei morti oscilla tra i 30 e i 60. Queste sono le uniche, poche certezze dall'Egitto, a quattro giorni dall'apertura delle urne per la prima fase elettorale, il prossimo 28 novembre. In migliaia continuano ad affollare Piazza Tahrir e a chiedere ad Hussein Tantawi, il capo delle forze militari che governano il Paese, di fare un passo indietro. La massa teme che il Consiglio supremo dell'esercito rappresenti un altro volto della dittatura di Hosni Mubarak e non si fida dell'annuncio dato ieri in diretta televisiva dallo stesso Tantawi, che per la prima volta ha ipotizzato una data per le elezioni presidenziali.

A giudicare dalle immagini che ci arrivano dal Cairo e dalle altre città, tra cui Alessandria, la maggior parte degli egiziani ha rigettato la bozza costituzionale scritta dai militari e chiede una vera democrazia, da far partire subito su basi trasparenti e senza la paura di fantasmi del passato dietro l'angolo. Ecco perché dalle piazze egiziane si continua a levare lo stesso grido che si poteva ascoltare mentre Mubarak era ancora in carica: "Via! Via!". Le parole di Tantawi si sono praticamente disperse nel vento, compresa l'offerta di un possibile referendum sul ruolo del Consiglio supremo che, nel caso fosse sfavorevole ai militari li riporterebbe nelle loro basi e fuori dai palazzi del potere. "Vogliamo elezioni giuste - ha detto il leader dei militari - Stiamo facendo il nostro lavoro in un momento davvero speciale", e ha poi aggiunto: "Non ci interessa chi si candiderà o chi sarà eletto presidente e, nonostante ciò, veniamo accusati dal popolo".

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Piazza Tahrir. Egyptian protesters during clashes with security forces, in Cairo, Egypt, 22 November 2011. According to media reports, clashes erupted on 21 November between security forces and protesters in Cairo's Tahrir Square, rallying against the country's military rulers and demanding a rapid transition to civilian rule. At least 20 people were killed in Cairo over the weekend in clashes between protesters and security forces. Thousands of protesters poured into Tahrir on 21 November, faced down by security forces, backed by military police. Government forces used tear gas and batons to disperse the demonstrators. Activists say rubber bullets and shotguns were also used. The violence flares up around a week before Egyptians go to the polls to elect a new parliament.  EPA/MOHAMED OMAR

La luna di miele tra gli egiziani e i militari che per anni avevano rappresentato lo scudo armato dell'ultimo faraone Hosni Mubarak, sembra essere già terminata. Troppi i morti e le violenze perpetrate proprio a Piazza Tahrir dai soldati e dalle forze di sicurezza. Come ha sottolineato il quotidiano Al Azhar nella sua mappa della Primavera Araba, l'uso della violenza contro cittadini pacifici delegittima l'autorità al potere e fa terminare la sua ragion d'essere. Anche tra i militari e la Piazza d'Egitto è finita così. E quello cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni è il peggior momento al Cairo da quando i manifestnti hanno festeggiato l'uscita di scena di Mubarak.

Anche se sin da allora in molti avevano espresso dubbi e sospetti sul governo transitorio dei militari, in un Paese in cui i militari stessi governano, anche se indirettamente, sin dal colpo di Stato del 1952, che ha rovesciato la monarchia. Due dei tre presidenti che hanno governato l'Egitto sono stati nominati tra i ranghi delle forze armate e praticamente quasi tutti i governatori egiziani sono generali in pensione. Insomma, la luna di miele sarà pure temrinata, ma non è affatto facile divorziare dalle Forze armate, che non lasceranno la scena come ha fatto in febbraio Mubarak e che rappresentano in ogni caso l'esercito più numeroso e attrezzato dell'intera area mediorientale.

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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso

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