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Il caso dei marò arrestati: Kerala, lo Stato indiano che preferisce Marx a Gandhi

Ritratto del Paese indiano, governato per 50 anni dai comunisti, dove sono tenuti in stato di fermo i due marò italiani, accusati di avere ucciso due pescatori scambiandoli per pirati. Il caso sta creando tensioni nei rapporti tra Nuova Delhi e Roma

Il caso dei marò arrestati: Kerala, lo Stato indiano che preferisce Marx a Gandhi Il caso dei marò arrestati: Kerala, lo Stato indiano che preferisce Marx a Gandhi

Con i marò italiani in stato di fermo in Kerala per l'uccisione di due pescatori scambiati per pirati, al centro di un grave caso diplomatico tra Roma e Nuova Delhi, i riflettori si sono accesi sul piccolo Stato nel sud ovest della penisola indiana, in realtà già noto a livello mondiale per motivi politici e anche letterari.

Il Kerala non è semplicemente uno dei tanti Stati che compongono la complessa galassia dell'India. E' da sempre qualcosa di più, in primo luogo per il suo modello di governo,gestito oggi , dopo 50 anni di partito comunista, da un'alleanza di partiti di sinistra (UDF), che riportano direttamente all'Indian National Congress di Sonia Gandhi. Tra i membri dell'UDF, cinque però non hanno dimenticato il loro passato e si definiscono socialisti-bolscevichi . 29 milioni di abitanti (il 3.5% della popolazione dell'India), molto vicino alla penisola arabica, il Kerala nel 1957 diventa il primo Stato al mondo a formare un governo comunista eletto democraticamente. Nel 1970, diventa anche il primo Stato indiano che abolisce il latifondismo.

In Occidente, il Paese è diventato famoso dopo il successo del libro-culto di Arundhati Roy, Il Dio delle piccole cose , uno degli esempi più brillanti di narrativa indiana contemporanea, ambientato proprio nel Paese marxista. Sin dalla sua indipendenza, il Kerala è stato gestito secondo i dettami dell'economia socialista. Ma nel 1990, con il crollo del Muro, il Paese si è aperto alle liberalizzazioni economiche e ai capitali esteri, che hanno creato nuovi posti di lavoro e hanno fatto rifiorire le casse della capitale Thiruvananthapuram.

Nel 2010 il budget del Paese raggiunge i 219 miliardi di rupie, circa 3 miliardi e mezzo di euro. L'Economia va a gonfie vele e il modello "misto", preso in prestito dai burocrati comunisti di Pechino, in Kerala attecchisce bene e produce i suoi frutti. Il Paese può contare su una media di reddito pro capite nettamente superiore a quello del resto dell'India e anche in altri campi stacca Nuova Delhi di parecchi punti.

E' infatti lo Stato indiano con il tasso di alfabetizzazione più elevata. Il che significa che più del 90% della sua popolazione sa leggere e scrivere. Una caratteristica che gli è valsa l'appellativo di "fenomeno Kerala". Un modello di sviluppo umano ed economico che viene portato ad esempio in tutte le altre terre dell'India, dove, però, l'ideologia comunista è stata sconfitta e hanno vinto le caste, mentre in Kerala no.

A Thiruvananthapuram il sistema castale indiano, che imbriglia la società entro rigidi vincoli di appartenenza (e quindi di possibilità) dettati dalla nascita, è stato completamente abbattuto con la vittoria della compagine marxista, che appena arrivata al potere ha cancellato dal dizionario il termine pariah (gli intoccabili della tradizione indiana). Insomma, più che l'idea di "giustizia sociale" evocata dal Mahatma Gandhi, in Kerala sono stati i principi del comunismo sino-sovietico ad avere la meglio.

Inoltre, lo Stato è unico in India in quanto a mix di religioni che convivono pacificamente. Secondo l'ultimo censimento, il 56% della popolazione è di fede indù, il 24% musulmana e il 19% sono cristiani. Il restante 1% è composto da shivaisti, ebrei e buddhisti.

Quello legislativo, esecutivo e giudiziario sono i tre pilastri sui quali si regge l'amministrazione keralita . Attualmente, il governatore (una sorta di presidente nominato dal presidente dell'India) è R.S. Gavai, ma il potere vero è nelle mani del Capo dei ministri, Oomen Chandy, che appartiene all'UDF e quindi al partito di Sonia Gandhi. Mr Giustizia in Kerala ha poi il nome di Chelameswar. Il Parlamento keralita conta 140 deputati. Venti rappresentanti vengono poi inviati alla Camera Bassa di Nuova Delhi (Lok Sabha), e altri 9 alla Camera Alta (Rajva Sabha).

Al centro di intensi traffici marittimi, che trasportano merci di ogni genere, il Kerala è anche una meta turistica gettonatissima da chi vuole restare lontano dalle zone indiane più glamour e assaporare ancora la bellezza di paesaggi selvaggi. Separato fisicamente al nord dagli altri Stati dell'India attraverso la catena montuosa del Ghat occidentale, il Paese ha goduto per secoli di un isolamento "dorato". Il che gli ha permesso di sviluppare una cultura quasi completamente svincolata da quella indiana.

Il sentimento nazionalista in Kerala è molto radicato e i keraliti sono fieri dei loro concittadini, che si sono distinti nel mondo in diversi campi. Una lunga lista di "figure eccellenti" spicca sul sito del governo e include scrittori e scienziati che hanno fatto fortuna all'estero, ma anche star di Bollywood nate in Kerala e orgogliose delle loro origini.  Insomma, il "fenomeno Kerala" è  da tempo abituato a stare sotto i riflettori, del cinema come di tutto il resto.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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