Chi non ha mai sognato di poter origliare i discorsi fatti nello studio Ovale della Casa Bianca? La J FK Presidential Library and Museum di Boston ha diffuso le registrazioni degli ultimi giorni di John F. Kennedy, poco prima del tragico assassinio di Dallas. Il presidente è preoccupato per la guerra in Vietnam e non solo.
Un mito, un'icona, un gigantesco mistero. JFK continua a far parlare di sè, in attesa che la Cia desecreti tutti i documenti sul suo assassinio, dopo aver diffuso solo il 10% degli incartamenti nel 1993. La "speranza" dell'America, ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963, era solito registrare le conversazioni con generali e alti funzionari della Casa Bianca e la biblioteca di Boston, che le ha archiviate e custodite in questi anni, ha deciso di diffondere 45 delle 248 ore di registrazioni. Quelle "finali", a pochi giorni dal viaggio a Dallas da cui il presidente Kennedy non tornò.
Nei nastri, JFK parla a tutto tondo di politica interna ed estera. Si preoccupa di come verrà presentato ai giovani Democratici durante la convention in calendario nel 1964 e chiede ai suoi collaboratori se è possibile avere un video a colori e non in bianco e nero per una presa maggiore sulla platea. Ma il suo vero cruccio era il Vietnam.
In un incontro a porte chiuse nel suo studio con due consiglieri appena rientrati da Saigon, uno militare e l'altro diplomatico, il presidente sbotta. "Siete sicuri che siete stati entrambi nello stesso Paese?", chiede. I due hanno visioni opposte sulla situazione in Vietnam. Uno, il generale Victor Krulak, sostiene che "La guerra contro i Viet Cong verrà vinta (dagli Usa) se i programmi militari e quelli sociali saranno realizzati". Mentre il diplomatico Joseph Mendehall la vede in maniera differente e molto meno ottimistica: "La preoccupazione principale del governo adesso non sono i Viet Cong, ma una guerra interna contro il regime di Saigon".
Le ultime registrazioni sono datate 20 novembre, a due giorni dall'assassinio. JFK programma la settimana successiva al viaggio in Texas, snocciolando una serie senza soluzione di continuità di appuntamenti e nomi. Quell'agenda non verrà mai rispettata e il presidente Usa tornerà dal Texas in un carro funebre. Per la cronaca, qualche giorno fa proprio la Cadillac che ha trasportato la salma di Kennedy è stata battuta all'asta per 160 mila dollari. Un record degno di Six Feet Under.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso, e con Radio3Mondo di RadioRai, dove si occupa della rassegna stampa internazionale
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